Sono singol da quasi due anni. Non lo ero da dieci quando mi ci sono ritrovata.
Una decade, signore mie, che vi stravolge i codici.
Quando ero singol io, quindi in pieno diritto di dire “ai miei tempi”, be’, come dire, ai miei tempi le cose erano un po’ diverse.
Ero studente. Il traffico di singol nelle facoltà è molto vario, c’è mercato, era una vita bella e varia.
Non c’erano né twitter né facebook per stalkare i cazzi dei candidati. Ma la gente secondo me trombava con meno menate. Sarà l’età, che vi devo dire.
Adesso il mio campo di battaglia giornaliero sono un ufficio di ingegneria e l’internet, e i locali dove esco la sera dove no, gli uomini non vengono a parlarti per offrirti un Mojito.
In ufficio no way.
Sull’internet c’è di tutto.
Ma io volevo parlare della chiave di volta. Sai, la prima trombata dopo la separazione.
Che è the new virginity. Su su, divorziate/separate io vi voglio all’appello e parliamone, che concorderete con me: è un dilemma shakespeariano.
All’inizio ovvio sei occupata nel tuo lavoro a tempo pieno che è essere depressa. Non hai letteralmente cazzi per la testa.
Qualche mese dopo intorno a te vedi solo gente che limona. Limonano tutti. Trombano, fanno i figli, si amano.
La trentenne divorziata è fedele cliente della LELO, ma dopo un po’ dice “Hey, qua bisogna darsi una mossa e riprendere in mano la propria vita sessuale.” Abbasta. Bisogna levarsi questo peso del primo uomo “dopo”, e in fretta, per rifarsi una vita. Non sei assolutamente in grado di sostenere una relazione ma in qualche modo ti devi rimettere in pista. Ci vuole un guastatore.
Io credevo che la cosa sarebbe stata super facile. Col cazzo. Lo dico perché mi faccio ridere da sola, è stato meraviglioso, lo racconterò ai miei nipotini.
Ero in una cittadina del sud d’Italia. Mi son detta che a sud, dài, a sud trombano come i ricci figurati se non scampo alla mia neo-virginità. Dài, easy as cake e poi non me lo ritrovo fra i piedi. In trasferta: il piano perfetto.
Mi attira un giovinetto tipo 26enne, mi sento tanto cougar. Anzi no, come mi disse un mio stagista: “Se hai meno di 35 sei Puma, le migliori!” Non l’ho licenziato perché aveva la patente e mi serviva per andare in missione a Bordeaux.
Torniamo alla mia neo-virginità ed al giuovincello.
Ci guardiamo. Parliamo, scherziamo, c’è chimica.
Dopo un po’ vedo che non concludeva con nessun invito e, in pieno ruolo Puma, gli dico: “Stasera usciamo con la tale, ci passi a prendere?
Aggiudicated. La tale in questione è la zia Marileda. La zia Marileda mi fa “A Spo’, che te devo reggere il moccolo?” Marile’, qua siamo alla frutta, è un bambino, che te devo di’?” Marileda mi guarda con quegli occhioni da cerbiatta e non sa se ridere o piangere. Usciamo.
Dopo un po’ Marileda si fa portare a casa da manuale e io, con lo sguardo Pumissimo gli faccio: “Portami a vedere il mare”
E lui “OK”.
Arriviamo al mare.
Saliamo sul molo.
Luna piena. Freddo cane.
Non mi bacia.
Parla.
Parla di cazzate.
Io in quel momento vi ho capiti, uomini lupo, quando volete solo scoparvela quella ragazzina e invece lei vi attacca i pipponi. Massima solidarietà, davvero.
Lo bacio io.
Rientriamo in macchina che “faceva freddo”.
Gli chiedo dove abita.
Mi fa che sta con i suoi.
Con i suoi genitori.
Tipo ha la cameretta col poster di Gigen? Non ci voglio pensare.
A quel punto se avessi avuto un pisello me lo sarei spaccato di mazzate sull’incudine. Era meglio farlo in Francia, che sono tutti indipendenti maronna.
Ma ormai ero li.
Eravamo in macchina.
In macchina sul mare.
Faccio 2+2 e mi balena il pensiero di perdere la mia neo-virginità su quattro ruote. Sarebbe così vintage dopotutto, no?
Limoniamo.
Limoniamo.
Limoniamo.
La cosa non decolla. Poi c’era un po’ di gente, gli dico che forse è meglio appartarsi a modino.
Ci muoviamo, e tadaaah, si parcheggia un po’ vicino al mare ma oh, favoloso: accanto alla discarica.
Ora cercate di immaginare la vostra Puma.
Ventiseienne imbranato.
Trombata in macchina.
Discarica.
La desolazione.
L’incudine.
E però ormai eravamo li, dài. Gli uomini mi capiranno, le donne non mi perdoneranno mai. Ma io dovevo farlo.
Dovevo. Me lo dovevo.
Limoniamo.
Limoniamo.
Limoniamo.
Da un casuale ma ben studiato esame manuale il ragazzo è teso e non ha molto afflusso di sangue nei posti giusti.
“Ci mancava solo questa, mi dico”
Dopo un po’ la situa migliora abbastanza da potersi permettere di ingranare la quinta e gli faccio “Hai i preservativi?”
“…no”
Morale della favola: se dovete perdere la vostra neo-virginità dopo esservi separate, scegliete un Professionista.
Imen.