No, non siamo tutte pazze: le scarpe femminili ammazzano il piede. O almeno lo fanno le loro punte, che siano twelve o ballerine. Perché noi non abbiamo mica i piedi a punta, no?
Certo, abbiamo i piedi con forme diverse:
Le scarpe le fanno a punta al centro solo perché hanno una forma più aggraziata.
E poi si dice che “se bella vuoi apparire, un po’ devi soffrire”, no? Col cazzo, dico io.
La soluzione è abbastanza semplice: prendere la scarpa più lunga, come la seconda nell’immagine: visto che storia? Cioé, non bisogna mai dico mai credere al venditore di scarpe quando ti dice che va bene perché sente il pollicione vicino alla punta. Diarrea lo colga.

Quindi eccoci qua, voi ora mi direte: ma cazzo Spora, i décolleté mi scappano se non sono strettissimi, come faccio?
Ebbene, cara aspirante twelvista: allora tu i décolleté non li porti se ci devi stare tutta la giornata, mio caro tesoro. Prendi piuttosto un modello con almeno un laccino, dei saldali o degli stivaletti, tronchetti, etc, no? E il décolleté lo lasciamo per la serata che dura max tre ore, in modo da non compromettere la salute dello scheletro e dei nervi.
I piedi non sono altro che le nostre fondazioni. Il piede è un arco, sul quale è poggiato tutto il resto dello corpo. Quei due minuscoli cosini (sisi, i piedi) fanno un lavoro della madonna. E in più sono articolati! Il piede è stato progettato da millenni di selezione naturale, per portare i nostri xx kili nel modo più agevole e stabile. Il peso di distribuisce regolarmente sull’arcata, che trasmette i carichi e le sollecitazioni soprattutto sui talloni e un po’ sulla punta, con le dita a controbilanciare e stabilizzare continuamente. Ma il tallone porta moltissimo (ué, si vede che mi trombo un ingegnere strutturista, eeeh, si vede, si vedeeee?)
Certo, più si va su col tacco, più si sposta il peso del corpo verso l’avanti del piede, mandando a puttane la trasmissione dei carichi, la postura e tutta la baracca. E lo scheletro non capisce più una mazza.
Ma a noi piacciono i twelve, e allora come si fa?
Premesso che il peso si sposta dal tallone alla punta, bisogna trattare bene l’appoggio sulla punta. Sull’immagine si vede come il metatarso del pollicione tenda ad andare verso l’esterno quando la punta del piede è limitata dalla scarpa troppo stretta ed a punta: abbiamo l’alluce valgo. Ovvio, si sa che l’alluce valgo abbia anche delle cause ereditarie, ma la scarpa stretta ne è responsabile. Sull’immagine destra si vede benissimo la deformazione delle dita costretta dalla scarpaa punta rispetto ad una forma più “umana”.
Se appoggiamo troppo peso sui metatarsi, i nervi si infiammano, è il classico mal di piedi , quello che non risci a poggiarli per terra. A volte è talmente infiammato che non si riesce a camminare e l’infiammazione richiede riposo assoluto. Fico, no? La natura è saggia, ed un piede infiammato può guarirsi da solo se lo si lascia in pace, ma non possiamo esagerare.

Per evitare tutte queste sofferenze e i danni collaterali che possono essere anche gravi, il twelve si indossa con precauzione.
Un bravo podologo può fare del plantari che aiutino a distribuire megio il peso sul piede, scaricando un pochino-ino le punte ed uniformando gli appoggi, perché cosi come abbiamo tutte il naso diverso, stessa cosa è per il piede, mentre le scarpe hanno una forma standard che non tiene conto delle particolarità di ognuna di noi (piede piatto o arco troppo pronnunciato, per dirne una).
Delle scarpe più lunghe eviteranno di avere le dita schiacciate e i metatarsi che vanno a puttane. Per evitare di perdere delle scarpe lunghe, dovranno essere molto strette a livello dell’arcata per essere stabili, oppure avere dei lacci ben stretti.
La prova del nove è poter riuscire a stringere le dita del piede all’interno della scarpa, come per fare un pugno, mentre altrove restano ben strette. È una sensazione meravigliosa, provate.
Il classico barbatrucco per portare un bel taccone e soffrire di meno resta, chevelodicoaffare, un bel plateau.
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