depilazione: prima, durante e dopo

“Ma chi cazzo se ne frega di sentir parlare di ceretta il 24 febbraio?
San Valentino era la settimana scorsa, non rompetemi più le ovaie fino a Pasqua!”

Ecco, se la vostra reazione al titolo è stata più o meno questa, ma  se intendete  trombare per i prossimi mesi e non avete il tipo e, soprattutto, se volete averne uno E CHE RESTI tale, be’, vi consiglierei di spostare i vostri bei pelazzi da davanti agli occhi e di farvi una letturina veloce di questo post. E anche a questo.

Pronte?

1) PRIMA: i metodi
Cera calda-tiepida-fredda, depilatore elettrico (silkepil, epilady, etc), lametta, crema depilatoria, filo arabo, caramello & limone, laser, luce pulsata, ago elettrico, denti,  etc.
I metodi sono tanti. Ci sono quelli che possiamo fare da sole e quelli dove ci vuole l’estetista o addirittura una specie di chirurgo e che lo paghi un casino. Io parlerò piuttosto dei metodi “fai-da-te”, il resto lo trovate dalla vostra estetista.

2) DOPO: la periodicità
Ci sono i metodi da rinnovare ogni tre giorni (maledetta lametta, muori!), ogni due settimane (ceretta, depilatore elettrico) o addirittura qualche anno (laser & cny: no, non sono eterni).

3) DURANTE: nella vita vera
Se ti fai la lametta (e chi s’è fatta la brasiliana con la gillette almeno una volta nella vita SA BENISSIMO di cosa parlo), rischi di avere degli…ehm…incidenti molto, molto scomodi. Quindi magari se sei di fretta tipo che il tuo lui è giù attaccato al citofono e tu hai 10 minuti per: doccia, peli, trucco e vestito, nonché pettinatura, be’, è chiaro che vai di lametta. Ma non alla figa, mai! Quindi diremo che la lametta va bene per ascelle e gambe IN EXTREMIS. Per la figa ci vuole un metodo più efficace, e una certa premeditazione. Facciamocene una ragione.

Creme depilatorie: roba da cagasotto, eppoi puzzano. Non si possono vedere, tanto vale la lametta.

La ceretta e il depilatore elettrico sono un’ottima soluzione, l’effetto dura circa due settimane. E qua si apre un divario. C’è chi urla solo all’immaginare di farsi la ceretta all’inguine, o il depilatore elettrico sotto le ascelle. Tra l’altro per farsi la brasiliana con la ceretta ci vuole un bel po’ di agilità e uno specchio per vedere bene “la zona”. Se poi ti vuoi avventurare in una brasiliana col depilatore elettrico, ti dico subito di disboscare e potare un po’ il tutto, laggiù, perché rischi di dover chiamare la tua migliore amica per staccare il depilatore con le forbici perché è rimasto impelagato. E non è un bel vedere.  Cioé, ci vuole un po’ di pratica, ma il risultato è perfetto ed ha anche delle ripercussioni orizzontali niente male.

Da non sottovalutare: un olio emolliente tipo mandorle o anche d’oliva subito dopo l’operazione, per evitare i bollicini-brufolini-rossori, da rinnovare due o tre giorni mattino e sera

Cioé, cheppoi che ve lo devo spiegare l’effetto penefico dell’olio messo li prima di mettervi a letto con qualcuno? Ma ve lo devo proprio spiegare?



Superlativi

Lui e lei, dopo l’ammmmore:

LEI: …be’, e insomma, tu come lo chiami?
LUI: umpff?
LEI: si, dài, non dirmi che non ha un nome, io gliel’ho dato vuoi sentire? Dài, come lo chiami il tuo, eeeh? Tipo Gigi?
LUI: ma no… è Gi…umpfgrrrpfff…  Gi… Gigione !

Mai sottovalutare il superlativo in un uomo.

PS: sì, il post è ricilcato e succederà ancora :D


sopravvivenza d’ufficio: le basi

#1

Sapere chi tromba con chi.
(ma soprattutto chi vorrebbe ma non gliela danno: quest’ultima vale oro raga)

Purtroppo è una delle ultime cose che si capiscono quando si arriva in un posto nuovo. Ovvio, ci sono sempre quei due che trombano in pausa pranzo e lo sanno tutti, ma non parlo delle storie citofonate.
Una volta capite le dinamiche orizzontali di un posto, ci si adatta e si fanno molte, mooolte meno cazzate.

#2
Ditemi la vostra


Spora International

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Che dire?
Era tanto che ci pensavo. Cioé una bionda chiacchiera. Una bionda chiacchiera pure un sacco. Tanto da imparare quattro lingue come se niente fosse. Cioé. (Ogni allusione al fatto dell’aver intrattenuto, come dire, delle relazioni di lingua con ragazzi di ogni paese, be’, è puramente casuale)

Poi l’altro giorno ho visto che qualcuno mi traduceva dalla Francia, ma, ovvove! la traduzione automatica è penissima, tipo che la frase “io sto da dio” me l’ha tradotta con “je suis dieu” (io sono dio). E questo non è possibile, nonono signore e signori.

Quindi una che fa? Scrive al Sommo Geek con un appello da Amaro Montenegro “Quel blog è in difficoltà”. Si si, lui. Poi succede che non è che sia una cosa cosi comune, quella fare 4 blog in uno, quindi l’ha raccontato a Mr Wordpresss (che, cioé, io una volta ci ho preso i mojiti insieme a Milano, per dire quanto sono sgamata pure io) e insomma loro due insieme mi hanno trovato the final solution, un aggeggio che il beggi ha spippolato dentro WP e ora io scrivo il post in 4 lingue. Cioé-cioé.

E ora, ORA sorge il vero problema, the question:

Come traduco “Cioé-cioé” ?