Eccoci qua: martedi 22 luglio 2009 giovedi 5 agosto 2010 tiriamo fuori la nostra valigia dal lungo letargo invernale. Le sue ruotine fanno zin-zin, è tutta uno scodinzolare, pronta a solcare tappeti mobili e i free shop aeroportuari.
Dodici chili spaccati (in ogni caso è quello che pretende, avallata dalla camminata nonchalante e leggera della sua padrona).
Zero sbattimenti, look impeccabilmente light, niente scenate da emigrata, indipendenza e lusso minimalista. Come una hostess, ma in tacco dodici. Come una hostess, ma senza le calze contenitive. Come una hostess, ma con la piccola differenza che a destinazione arrivi riposata e sorridente: e ci resti.
E dentro?
Intanto munitevi di bilancia da cucina.
Considerando che la gnocca estiva viaggia con bagaglio a mano, impossibile andare oltre ai dieci chili canonici. Per certe compagnie sono addirittura sette. OMG ! Detto questo, se la hostess isterica del check-in vi scassa le ovaie per i tre chili di troppo, potete sempre usare la frase sporadico-Brokovitch ad effetto: “Vede la signora dietro di me? Dovreste metterci pure il passeggero, sulla bilancia. Finché non avrò due culi al posto di uno, non penso che Lei possa farmi storie per tre miseri chilogrammi. “
Il punto sta nel peso del trolley vuoto. Cioé, mia nonna ha una valigia che da sola pesa sei chili. No way.
Scegliamo un modello leggero leggero, come la proprietaria. Dicono che i cani assomigliano ai padroni. Be’, sto weekend ho fatto un giro in aeroporto: anche le valigie ci assomigliano. E ho detto tutto, mi’.
Ma come fa una a viaggiare con la valigia anoressica?
Voglio dire, ci sta pochissima roba in quei mini trolley.
Eppure, signore e signori, anche la vostra beniamina bionda s’è piegata alla regola.
Non proprio a 90 gradi, ma a cinquanta tutti.
E la bilancia? La bilancia vi serve per mettere a punto il tutto.
Lo so, lo so che è dura, che per due giorni di weekend passeremo minimo tre sere a selezionare, scartare, ripescare e validare tale o tale capo. Ma alla fine ne vale la pena, dovremmo ringraziare le compagnie aeree che praticano le restrizioni di peso a bordo, che certe scenate da emigrati non si possono più vedere.
Per esempio: pesiamo il famoso pareo-foulard. Confrontiamo il peso con un’altro pareo che potrebbe essere papabile e scegliamo il più leggero. È incredibile la differeneza che ci può essere a seconda della stoffa che sceglieremo. Il velo di cotone è il top. La cosa più semplice è comprare direttamente la stoffa e metterlo cosi, senza orlo. Qui possiamo permetterci la fantasia.
Facciamo lo stesso col cardigan da sera. Quelli in cotone sono pesissimi. Un cachemire peso piuma ci dà spazio per un bonus finale, tipo il secondo paio di tacchi se siamo state brave. Se non abbiamo un cachemire prendiamo una lana leggera. La bilancia-oracolo parlerà da sola. Facciamo l’operazione per tutti i pezzi scelti. Lo so, è un casino, ma non è divertentissimo? Tu si-tu no, etc.

Il segreto di una valigia ben riuscita sta nella versatilità dei look. Nessuna vuol esser vestita sempre uguale, ovvio. Ma mica per quello dobbiamo portarci dietro l’armadio di Paris Hilton.
Un po’ di furbizia, perdinci! Se ce l’ha fatta quella biondaccia della Spora, voi che partite con un parco neuroni normale siete in netto vantaggio per una missione coronata dal successo.
Pensate a un paio di look fighi ma passepartout (ho detto un paio, cioé due. DU-E), magari fatti con dei capi intercambiabili fra loro, per ottenere un guardaroba fattoriale. Se non vi ricordate più che cos’è un fattoriale, è ora trombarsi un fisico (e lo intendiamo in entrambe le asserzioni).
Eppoi chi l’ha detto che in vacanza non si può dare una sciacquatina ai vestiti? Lavare, lavare!
Il trucco dell’armadio fattoriale sono i colori accostabili, scegliete capi di due o tre colori al massimo e al limite una sola fantasia sulla stessa gamma di colori. Cosi incrociate il tutto e con sei capi ne fate… be’ sono un sacco di look, tantissimi.
American Apparel fa un vestitino trasformista. Io célo, è davvero una figata. Anche la gonna.
Il barbatrucco sono gli accessori: il pareo che fa anche da foulard, che passa con nonchalance dalla spiaggia all’aperitivo; qualche collana; il tacco dodici che vi trasforma un vestitino da giorno (coi sandali greci) in look da sera etc. E il rossetto rosso, chevelodicoaffare. A proposito di rossetti rossi me ne sta per arrivare uno da provare color papavero di Elizabeth Arden. Poi vi dico.
Anche lo smalto in un paio di colori vi trasformano un look (un colore alla volta).
Buone vacanze, ci vediamo a settembre ;)






Ma se non sei turista e se non hai meno di 16 anni, della presa della Bastiglia e del 14 luglio liberté égalité fraternité francamente non te ne può fregare di meno. No, perché il 13 e 14 luglio c’è un ballo dei Pompieri in quasi ogni caserma della città. Due sere di fila, avete sentito bene. Sono queste, le cose belle della vita! Per chi non sapesse ancora come siano i pompieri parigini, be’, che dire? Vi basti sapere che devono tenersi in forma perfetta scattante tutto l’anno, tipo per scalare tre piani con 25 kg addosso a braccia. Come se non bastasse, portano quei pantaloni col cavallo altissimo belli stretti che lasciatemi dire, no via sto zitta.
Sempre per senso del dovere giornalistico, ecco la foto col bell’esemplare di pompiere che a mio avviso era un decennio più giovane della vostra bionda. Perché davvero, non so che me ne farei di tutti quei muscoli imberbi.