Il giorno 12 sept. 2012, alle ore 23:57, K
Ciao Spora,
Ti seguo, so che sei un’architetta con i fiocchi e insegni (o insegnavi?) all’uni :)
Volevo chiederti perche hai scelto di fare proprio l’architetto e non altro?
Ho 19 anni dipingo, disegno, in mate me la cavo. Devo decidere in questi giorni se iscrivermi ad architettura al politecnico di milano o no. Ho paura di restare delusa o temo che non appaghi come medicina, l’altra mia scelta.
So che puoi illuminarmi in qualche modo.
Ps. Ti ammiro molto, dai delle grandi lezioni di vita
Inviato da iPad
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Ciao K,
Sono due vie completamente diverse!
Pensa che architettura la fai tranqui e poi fai la schiava in qualche studio. In Italia secondo me è meglio fare cose più particolari e corte. Architettura è una fuffa. Io insegno in Francia, ma è diversissimo.
Medicina invece ti spacchi di lavoro già dall’uni. È davvero tostissima. Non è da tutti, sono gente intelligente, organizzata, instancabile e col pragmatismo e lungimiranza di anni. Perché sono NOVE ANNI. Se ti va bene.
Non sono l’interlocutore adatto per aiutarti, sono scelte di vita importanti.
La cosa migliore, a mio avviso: fatti un anno a lavorare duro alla cazzo così decidi. Che tanto se decidi male adesso perdi l’anno e pure i soldi e ti avvilisci di più. E lavorando in manovalanza pesante ti dài quella svegliata sulla vita che non impari da nessun’altra parte: lavapiatti, vendemmie, cose così. Io non ho mai imparato tanto come quando facevo la sguattera d’estate, impari a non farti inculare e capisci cosa vuoi veramente dalla tua vita.
Gli italiani schifano il lavoro fisico e infatti sono degli smidollati. Un po’ di sana vanga, invece, ti rimette i puntini sulle i.
In bocca al lupo,
Vera
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E’ verissimo.
I compagni più determinati all’uni erano Nerozzi, che ha fatto l’anno di servizio militare prima dell’uni e van Duren, che ha trascorso un anno a lavorare come operaio di strada.
Arrivati in uni non hanno perso un secondo in stupidaggini!
by Giovanni
Link | settembre 13th, 2012 at %H:%M
Dipende molto anche se sei disposta a mettere le palle sul tavolo, lavorare e studiare, non dormire per giorni. Non è così detto che finirai per forza a fare la schiava se sai giocare bene le tue carte. Devi specializzarti molto bene in una cosa e saper fare bene un pò di tutto. Se sei sveglia e sai muoverti ce la puoi fare. Certo devi tenere presente che a quel punto della facenda guadagnerai bene ma comunque la metà di quello che potresti ottenere in un paese dove il nostro mestiere è più strutturato. Poi se stai cercando un ‘etica nel lavoro cerca altrove. Qui non esiste. Il bue da del cornuto all’asino. Io ti consiglerei di fare esattamente come la spòra: inizia qui e finisci all estero e buona fortuna :-)
by fuoriasse
Link | settembre 13th, 2012 at %H:%M
allora io sono la più fessa di tutti! Il culo me lo sono fatto anche all’università (ad architettura), ore piccole, niente week end, niente vacanze a luglio perchè c’è la sessione d’esami, laureata in tempissimo con 110 (senza lode perchè fa spocchioso) e adesso faccio la schiavetta per due spicci che mi dà quasi a farmi un favore. Il consiglio della Spora mi sembra validissimo!
by dancinginthearch
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Non volevo dire che studiare Architettura sia una pacchia. Ma rispetto a Medicina si.
by Spora
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se me l’aveste detto prima avrei fatto architettura invece che ingegneria ;)
by simona
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L’anno di lavoro mi sembra un consiglio sensato. Io sarei morta d’ansia nel mentre, temendo che poi avrei perso l’occasione della mia vita per non essermi laureata prima..ma io l’ansia ce l’ho nel dna, quindi non faccio testo.
by Hermosa
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io in modo pragmatico mi fionderei su ingegneria, dato che la mia esperienza ad architettura nel post laurea è molto variegata. un architetto lo vedi formato e quasi autonomo intorno i 35 40 anni… prima ha molto da imparare se non ha la fortuna di aver spalato cemento in cantieri veri
per l’ingegnere è diverso lo si cerca di più e dopo una serie di co.co. co o similia, alla fine naviga in autonomia. certo a scapito (spesso) della creatività, ma del resto se non sei una griffe dell’architettura te lo sogni di fare quel che vuoi e i clienti sono una massa informe….
oggi mi trovo bene perchè non sono propriamente un architetto ma un consulente tecnico con una (per mia fortuna) grossa conoscenza dei materiali e delle lavorazioni. Però a pensarci bene avrei fatto il medico se solo ci avessi pensato lucidamente per tempo e se per caso avessi conosciuto prima mia moglie (ostetrica)
bacioni e in bocca al lupo.
by spizzulio
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Dire che però gli italiani sono smidollati perché schifano il lavoro fisico però è quanto meno sbagliato, nei limiti di tutte le società occidentali che basano il proprio sviluppo sullo sviluppo del settore terziario. Le generalizzazioni sono sempre sbagliate, ci sono italiani che si fanno il culo e stranieri che non se lo fanno. Al limite è un problema delle generazioni attuali, ma non di certo della nazionalità.
Zit
by La Zitella
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ma non si sceglie la professione della vita basandosi sugli anni di studio o sul fatto che chi la frequenta “sono gente tostissima”!
e dire che in Italia architettura è una fuffa mi sembra una boiata pazzesca.
ma rimane valido il consiglio sul lavoro fisico, perchè se a 19 anni hai ancora le idee così confuse, è meglio non far cazzate.
by mari
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Mia cara Spora con questa frase:<> si vede che anche se sei tornata in Italia non ti sei aggiornata ma oggi ci sono MINATORI sardi che lottano per il loro diritto a lavorare ancora in MINIERA! e ci sono operai di acciaieria che lottano per poter lavorare ancora in ACCIAIERIA! Ti assicura che il lavoro duro lo faremmo volentieri se ci fosse data possibilità di farlo.
by Linsi
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@mari tu a 19 anni sapevi quello che volevi dalla vita, senza rimpiangere nulla?
Ho 19 anni vissuti intensamente, ricchi delle più disparate esperienze.
Ho tanti interessi: l’arte, la letteratura, le lingue…
Per fronteggiare il test di medicina, nonostante chimica e biologia non fossero i miei punti forti, mi sono impegnata e ho dato il massimo.
I risultati? A volte ottimi, a volte così così, ma mi sono messa in gioco.
Il volontariato? Ho fatto anche quello.
Seppur indecisa sul lavoro sono convinta di una cosa: voglio un lavoro che mi faccia sentir utile, voglio che le mie energie giovino a qualcuno.
Le porte sono tante e io devo scegliere “soltanto” quale aprire
K.
by K.
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si, beh, effettivamente io a 19 anni sapevo con certezza cosa volevo studiare. poi ho affinato i sensi per capire cosa volevo fare.
ma io sono io e tu sei tu (e giuro che non voleva essere una sporca citazione dal Marchese del Grillo)
vai a piccoli passi ma determinati. scegli cosa ti appassiona studiare prima, e quale professione svolgere poi.
;)
by mari
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mi piace lo spazio della SPOsta… altro consiglio è che comunque un giorno potrà prendere una seconda laurea, sicuramente con tempi diversi, ma si toglierebbe una soddisfazione. Io un po’ mi son pentito della mia scelta, dovessi scegliere adesso guarderei, fino a sviscerarli i piani, di studio, e mi prenderei del tempo! in bocca al lupo!
by Pier(ef)fect
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il consiglio della spora mi sembra validissimo: se non sai con certezza cosa fare, fatti un anno di “culo” e ti si chiariranno tante cose, ti metterai da parte due soldi (che non fa mai male) e capirai fin dove vuoi spingerti, ad esempio, nel contatto con le persone, o nella vita monacale e superorganizzata. fuori dall’italia un anno “off” dopo le superiori è quasi la prassi. qui sembra che abbiano tutti fretta…come se un anno facesse la differenza in una vita di studio e formazione..
by pulsar
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verissimo…
by Encrenoire
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uhm uhm. E’ difficile dare la risposta corretta e soprattutto GIUSTA.
io sono una diu quelle persone che hanno iniziato con una cosa (architettura) e poi hanno cambiato in corsa (economia-la scelta meno peggio). Ovviamente appena uscita non ho trovato il lavoro che alla fine desideravo (finanza), ma con mia grande sorpresa sono entrata in un percorso che mi ha portato a fare un lavoro che mi piace da matti.
anche se col senno di poi avrei fatto ingegneria gestionale. E studio per cercare di colmare le lacune.
quindi effettivamente la professione te la costruisci nel tempo, dall’università esci bruco e se hai voglia (o culo) diventi farfalla.
fare una anno lavorativo?è una buona idea, anche se c’è il rovescio della medaglia..tanti quando iniziano a lavorare poi non si iscrivono più all’uni, perchè lo stipendio fa gola..etc..
Poi se una c’ha la mission dentro, non ci sono cavoli…segue la sua strada come un panzer, e fa bene.
by @ILNemico
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Medicina sono 6 di università, 1 “buco” per l’esame di stato, cinque di specialistica… Tutto questo se si fa tutto in tempissimo! Quindi sono dodici, me tapino che la faccio :D Ci vuole moltissima motivazione e la competizione è selvaggia, non la consiglio a chi parte indeciso.
by Giacomo
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sto ridendo. Spora sei semplicemente grandissima.
by Peggyboop
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@Peggyboop aspettavo te e solo teeeeeeeeee <3
@LaZitellaAcida intendevo le nuove generazioni ma anche già dalla mia, e io ho 36 anni ossia sono adulta. Generalizzare sull'italiano non è una bella mossa ma è abbastanza vero il fatto di non voler faticare. Sarà che la mia visione è ferma a 12 anni fa e ora con la crisi sta cambiando? Sono appena tornata e magari mi sbaglio.
E il sulcis lo so. La situazione lavorativa italiana è pessima. Non volevo certo iniziare una polemica che non saprei sostenere. Scusatemi.
by Spora
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Commento per K: l’indecisione così vicina al dover per forzascegliere una strada o l’altra, ossia architettura o medicina, secondo me è cattiva consigliera. Prenditi un anno, non muore nessuno. Lavora, viaggia, fai quel che ti pare e poi troverai cosa vuoi.
Lascia stare la polemica qui, il lavoro dev’essere unapassione, altrimenti muori dentro.
In boccaal lupo!
by Spora
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Commento per K: l’indecisione così vicina al dover per forzascegliere una strada o l’altra, ossia architettura o medicina, secondo me è cattiva consigliera. Prenditi un anno, non muore nessuno. Lavora, viaggia, fai quel che ti pare e poi troverai cosa vuoi.
Lascia stare la polemica qui, il lavoro dev’essere unapassione, altrimenti muori dentro.
In boccaal lupo!
by Spora
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@Mari, ripeto: in Italia l’architettura è una fuffa pazzesca, una grandissima parte è fatta di geometri. Non ne parliamo, dài, la situa è orrida a parte qualche esempio più felice. La prova? Piano è a Parigi, Fuksas è a Parigi, dove si affidano tutte le costruzioni agli architetti e c’è una bella cultura di architettura contemporanea. È più raro, negli ultimi anni, trovare una biblioteca, mediateca o condominio brutti.
Insomma discorso lungo e fuori tema.
by Spora
Link | settembre 13th, 2012 at %H:%M
sempre per stare fuori tema secondo me la Spora ha ragione, qui in Italia non si promuove tanto l’architettura purtroppo. Per fare un’opera nuova ci sono sempre mille difficoltà e mille sotterfugi, e pensare che abbiamo un’università meravigliosa a Venezia con studenti da tutto il mondo!!
ma ogni tanto qualcosa di bello esce fuori, tipo a Jesolo, dove c’è un complesso firmato Meyer e l’anno prossimo ne realizzeranno uno disegnato da Jean Nouvel :)
by @ILNemico
Link | settembre 13th, 2012 at %H:%M
@Spora Fuffas ve lo cediamo volentieri ;)
no non è tutta fuffa qui. Esistono ancora buone facoltà. Se invece ti riferisci all’architettura “costruita” sono daccordo con te. Qui regna il basabanchi panchinaro figlio di papà, il nepotismo impera e i lavori li danno a gente che un taccata in faccia sarebbe ancora poco. Se vuoi fare l’architetta qui, sposati un ricco geometra, se se un uomo e vuoi fare l’architetto, attaccati ad una con un papà ricco geometra.
I geometri sono sempre di moda, come vedi sono DUBLE FASS…
by fuoriasse
Link | settembre 13th, 2012 at %H:%M
@k dici che vuoi fare un lavoro dove renderti utile per gli altri e vuoi che le tue energie giovino a qualcuno. Bene. Se quello che dici corrisponde a realtà medicina può fare al caso tuo.
Solo metti in conto il fatto che per diventare un medico quei 6 anni di facoltà le energie te le succhieranno fino in fondo.
E prega che in quei 6 anni non succeda nulla di male che possa in qualche modo rallentarti, perchè da 6 anni non ci si sta niente a passare a 7, o anche 8.
Mettilo in conto. Che una cosa è entrare a medicina a 19 anni. FIGATA PAZZESCA.
Una cosa è essere ancora in medicina a 26, 27 anni e sapere che in realtà, NON FINISCE CON LA LAUREA.
Auguri
by Peggyboop
Link | settembre 13th, 2012 at %H:%M
Cara @K, la @Peggyboop sta finendo Medicina e LEI CE NE SA ;)
by Spora
Link | settembre 13th, 2012 at %H:%M
Questione interessante, vorrei dire anch’io la mia.
1) L’anno di lavoro è sicuramente una cosa positiva, perché vedi cos’è il lavoro duro, magari ti schiarisci le idee e intanto guadagni. PERO’ c’è il forte rischio che ti possa anche allontanare dallo studio definitivamente.. Studiare richiede applicazione costante, è dura. Secondo me se stacchi per un anno ti passa la voglia. Magari no, ma io lo vedo probabile.
2) Non so quanto l’architettura come lavoro sia valorizzata in Italia, ma intanto c’è anche l’estero. Però sinceramente architettura come facoltà non è una fuffa manco per il cavolo! :) Io non l’ho fatta, ma tutti gli studenti di architettura con cui parlo o quelli che li conoscono dicono che si sgobba da pazzi. Della serie che stanno in piedi di notte per preparare i progetti. Spora, tu l’hai fatta 15 anni fa, con tutto il rispetto- non mi permetto di giudicare te e il tuo lavoro- il punto non è quello, ma quello che dici è l’esatto contrario di quello che pensa la gente che fa architettura adesso. :) E non perché sono smidollati, per favore.
Trovo che non abbia senso confrontare quanto si lavora a medicina e quanto ad architettura, il punto è cosa ti piace, chissene della differenza di lavoro, che cmq non è così tanta come ti è stato riposto in precedenza. :)
3) Fammi capire una cosa, K: tu hai PASSATO il test di medicina? Perché se sì sei un genio. Considerato quanto è difficile passare questo test in Italia, io non sprecherei l’occasione. C’è gente che lo prova tre volte e non passa, e sono geni anche loro. Fai sempre in tempo a lasciare, se dopo qualche mese capisci che non è quella, e a trovarti il lavoro in quel momento.
Poi è chiaro che per medicina ci vuole passione, dedizione e sacrificio, 11 anni di percorso formativo praticamente richiedono una vocazione.
Spero di essere stata utile.
by cucù
Link | settembre 14th, 2012 at %H:%M
Credo di aver detto che l’architettura costruite, il FARE architettura in Italia è purtroppo una fuffa.
La facoltà ho detto che la fai “easy”, nel senso che si, fai le nottate a disegnare ma non ti fondi il cervello, per favore. Se fai medicina non puoi studiare con tre ore di sonno in corpo. Finire un progetto invece si, qui di yes, è molto più easy.
Fine.
by Spora
Link | settembre 14th, 2012 at %H:%M
Ok, mi sembrava di aver capito un’altra cosa!
by cucù
Link | settembre 14th, 2012 at %H:%M
Sono entrata al politecnico a Milano, a Padova ho provato biologia e medicina e sono entrata purtroppo solo a biologia.
by K.
Link | settembre 14th, 2012 at %H:%M
Ah ok, allora per medicina hai tempo di pensarci. :)
Non so, la teoria del “prova tanto per” non mi piace di solito, le cose fatte senza vera motivazione non hanno senso, però se può servirti anche solo per toglierti il dubbio forse vale la pena di andare a frequentare un po’ architettura. Non perché una valga l’altra, ma perché visto che entrambe le facoltà hanno un test abbastanza selettivo, forse vale la pena di non gettare l’opportunità.
Magari vai lì e dopo un po’ dici “NO”, oppure “Sì”. Se resti col “ma, forse, non so” non ti consiglio di andare avanti, per fare cose impegnative bisogna essere convinti.
Se poi vedi che non è architettura ti conviene cercarti un lavoro e preparare il test di medicina per l’anno prossimo, se ancora vorrai tentarla.
Solo un’opinione. :)
by cucù
Link | settembre 14th, 2012 at %H:%M
Ritengo che il consiglio di lavorare duro prima di prendere decisioni così grandi lo condivido così tanto che sarà uno dei pochi che mi permetterò di dare ai miei figli. Ho fatto l’uni lavorando da operaia in estate praticamente da sempre. Spezzandoti la schiena, esci dal mondo ovattato accademico. Capisci immediatamente che se non riesci, il tuo destino sarà quello. Ciò ti spinge a decisioni razionali e non sognate. Esattamente ciò che serve a chi inizia un percorso così importante e non intende pettinare troppo le giraffe.
by Opperbacco
Link | settembre 14th, 2012 at %H:%M
Ho 21 anni e da due studio Architettura al Politecnico di Milano. Innanzitutto mi sembra inutile far paragoni tra due facoltà così diverse e affermare che chi affronta Medicina sia il meglio del meglio. Non generalizziamo, i miei ex compagni di liceo che son riusciti ad entrare son delle teste di C della miglior specie, arroganti, egocentrici, non perdono mai l’occasione di rinfacciarti quanto loro siano migliori di te e quanto il loro papino primario sia annoiato dalla routine medica.
Generalizzazioni a parte, mi permetto di consigliare a K di farsi un bell’anno “sabbatico” lavorando, magari all’estero. Sicuramente tornerà con le idee chiare così come è successo ai miei amici che l’hanno fatto (che invidia!).
Affrontare Architettura senza avere alle spalle una forte motivazione è solo una perdita di tempo, perchè sì, Medicina è tosta, ma farsi le notti svegli e rinunciare a vacanze e week end per finire progetti è veramente impossibile se non sei spinto da una grande passione. Già per il fatto che Architettura non è la prima scelta, avrei optato per Medicina.
by Chiara
Link | settembre 16th, 2012 at %H:%M
Scusami ma la vera ed unica architettura fuffa l’ho vista durante il mio erasmus in Francia: materie scientifiche un miraggio, prove che sembravano test da scuola media, esami di costruzioni dove tutto ció che ti chiedevano é fare un plastico con gli spilli e vedere che effetto faceva toglierne uno alla fine, laboratori di progettazione che sembravano quadri di kandinsky e la fattibilità di un progetto un’opzione remota, non parliamo degli esami di storia e trascendiamo sui testi: inesistenti, si va avanti a fotocopiucce fornite dall’insegnante di turno. Ridicule.
Ci credo che arriva Piano e fa il culo a tutti i francesi messi insieme.
Torna a prenderti una laurea a Firenze, vieni.
by Architorture
Link | settembre 22nd, 2012 at %H:%M