trovare casa a Parigi è più difficile che trovar marito

Ho ricevuto moltissime chiamate. Il prezzo è alto per una persona sola: 935 al mese più 81 di condominio. Se conti tutte le bollette costa 1200 euro al mese. Persino io affittavo una cuccia ogni tanto, per alleggerirmi.

Da subito c’era una studentessa marocchina interessatissima che lo voleva senza venire a visitarlo. Lo voleva lo voleva lo voleva. Figlia di diplomatici, manda uno zio con tutte le carte in regola. Lo avrebbe preso per un anno di studi.
Io mi son vista con la figlia di papà viziata che il 15 giugno se ne va e io rimango sfitta per l’estate: no thanks.

Vedo un po’ di gente

Poi arrivano queste due ragazzotte che a settembre iniziano il tirocinio.
Il loro dossier era al limite con le possibilità economiche, coi genitori di ognuna come garante, anche li molto stretti. Ci vediamo e mi sembrano carinissime e un po’ timide. Mi chiamano Madame. Mi sento un po’ vecchia ma assumo la mia posizione: sono la padrona di casa e devo guardare questi dossier con l’aria seria e decidere del loro futuro: dentro o fuori il Loff.

Mi ricordo quando sono arrivata a Parigi nel settembre del 2000. Il primo anno sono andata in una residenza universitaria, carissima. Il secondo anno mio padre mi fa: amore, io non ce la faccio a mantenerti un altro anno all’estero, mi dispiace moltissimo.

Ok babbo, mi arrangio. Mi dava 300 euro al mese, ci mangiavo e ci pagavo gli abbonamenti della metro e del cinema. Stop.

Trovare casa a Parigi è la cosa più difficile del mondo. Uno “studiò” costa sugli 800 euro al mese, e devi guadagnare 3 volte tanto, e pure il garante e deve essere francese. Da straniera non hai possibilità. E anche se lavori dipende dal tuo stipendio. Vedi annunci papabili per poi arrivare al giorno della visita con una fila lunga due isolati e vederlo dare via a uno stronzo che guadagna cinque volte tanto. T’incazzi.

Poi un’amica di famiglia mi fa: ma lo sai che a Parigi puoi fare la ragazza alla pari e ti danno uno studiolo tutto per te? Lavori solo 3 ore ogni pomeriggio più una sera di babysitting a settimana.

TOMBOLA!

Di solito sono famiglie ricche che hanno già l’appartamentino all’ultimo piano del loro palazzo. Non ti propongono quasi mai una stanza in casa loro.
Non l’avrei mai fatto:  come trombavo sennò?
Vado all’agenzia che è niente popòdimenoche l’Istituto Cattolico in rue d’Assas. Ma non ti verificano l’imene, è solo un servizio per la comunità e ci vanno tutti. Però devi essere studentessa a Parigi.
Mi fanno il colloquio: suoni uno strumento? Quante lingue potresti parlare ai bambini? Hai esperienza con neonati? Sai cucinare?
Sapevo fare tutto, che domande. Ho anche detto che la TV con me zero e che se si sbucciavano correndo al parco, pace. JACKPOT.
Mi danno alle famiglie Bobo (hipsters parigini BoBo =Bourgeois+ Bohèmien)

Mi selezionano delle famiglie

Visito le famiglie e gli studi. Uno solo è piccolo e illegale, gli altri molto carini.
Mi volevano tutti perché spesso le ragazze alla pari sono punkabbestia o straniere che parlano male il francese.
Scelgo una famiglia gegnale con una bimba di 7 e un bimbo di 3.
Lo studio: fantastico! Un duplex a St Germain des Près, una figata pazzesca a parte il bagno in condivisione in corridoio. Pisciavo nella doccia che era dentro casa, che vi devo dire. Quando ho posato lo zaino li dentro e mi sono seduta sul divanetto ho provato una sensazione di libertà e di indipendenza incredibili. Ce l’avevo fatta. Avevo 23 anni.

Quindi si: a parte fare le ragazze alla pari dove hai casa gratis per sole 3 ore di lavoro al giorno, Parigi è un casino per trovare un tetto sulla testa. La gente è pronta a tutto pur di avere un appartamento in affitto. E chi affitta se ne approfitta.

Mi metto al posto di queste due ragazze e dei genitori (di cui una single e l’altra coppia col papà handicappato) con gli sforzi che fanno per mantenerle (momento pathos stile Remy: mi viene bene, eh?)
Ma mi metto soprttutto al posto mio nel volere qualcuno di carino e che non mi pianti in asso, abitando all’estero, dato che il preavviso è di un solo mese per gli affitti ammobiliati. Eppoi gli sto pure lasciando Max il sacco da box. Il tavolino vanity, il frighino delle cremine. Diomio.

Scelgo le ragazze. Loro felicissime, e anche io.

E siccome sono buona, ho detto loro che possono continuare ad affittare una delle cucce su airbnb per rifarsi un po’ dell’affitto ogni tanto. Lo faranno, poi vi do il nuovo link dello SporaLoff e mi ci date un’occhiata? Thx

L’avessi incontrata, una come me, mentre facevo letteralmente la fame e mangiavo il grasso del foie gras che lasciava la mia compagna di stanza all’istituto dove dormivo il primo anno.

Cheers ;)

  1. Se mi vuoi, abito sotto Pont de l’Alma.

    by Opperbacco

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  2. MI METTI ANSIA E ANGOSCIA.

    by Una Snob

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  3. Discepola, come mai? Tu non hai mica avuto problemi :)

    by Spora

    Link | luglio 29th, 2012 at %H:%M

  4. Ho vissuto a Parigi per un anno nel 2010, guadagnavo 1500 euro e ne pagavo 900 per l’affitto di uno studiolo di 20 mq fuori città. E non ho avuto bisogno del garante francese (uno italiano è andato bene). Mai perdere la speranza à Paris.

    by biggi

    Link | luglio 29th, 2012 at %H:%M

  5. ah è più o meno come trovare casa a Milano, solo che qui fanno tutte schifo anche quelle care (e anche quelle dei padroni di casa) e non c’è nessun tipo di controllo nè di tutela per un giovane studente che cerca casa. E le borse di studio in università e gli alloggi, non vanno più per meriti ma per reddito famigliare, che, nel paese dell’evasione fiscale, son cose belle…
    Beate le due studentesse che abiteranno il loff!

    by fuoriasse

    Link | luglio 30th, 2012 at %H:%M

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Fate i bravi o vi sgangello da questa tera.

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