guarda mamma guarda: senza wordpress!

Quando sei blogger da cinque anni che non sono molti per un blog ma nemmeno pochi, be’, comunque sia ci scrivi grossomodo ogni giorno.

Ed ogni giorno sai che se ti viene voglia di scrivere qualcosa devi stare a certe regole non scritte.
Regole di blogmarketing. Perché se hai un blog è perché vuoi che ti leggano e che ti commentino. Altrimenti avevi un diario segreto, non raccontiamoci le solite cazzate “Io scrivo solo per il piacere di scrivere, per me, per i cazzi e i mazzi” Tutte stronzate. Per scegliere un titolo, poi, devi masticare bene i giochi di parole ed i titoli di film, libri, proverbi, dire fare baciare. A volte vengono fuori delle cagate. Tipo oggi non si capisce di cosa parla.

Lo sanno tutti che se arrivi in un blog e vedi un megapapiro di due kilometri con un ritmo stile “quel ramo del lago di como”, be’, non resisti manco un minuto.
Perché in rete va tutto veloce. Un post è una pillola, un’immagine, una risata, tre minuti di pausa al lavoro. Stop. Detto questo io son riuscita a finire lo Scientifico senza aver mai letto i Promessi Sposi. Mi hanno sempre fatto cagare.

Quindi se scrivi da un po’ ti rendi conto che sono più fruibili e bankable i post corti. E chi dice corto dice conciso. Ma non per questo non fai passare molte info, è questione di abilità nel rendere i concetti (a parte oggi…). Dopo un annetto caspisci il modus operandi, trovi il tuo stile, ed ogni volta che apri wordpress paf, l’idea esce veloce e si adatta al ritmo bloggeriano: intro, sviluppo, conclusione. Al posto degli applausi i commenti.
Ogni tanto una pausa, un silenzio per dare enfasi ad un certo concetto. E alla via così. Dieci minuti massimo, che il blog è come vomitare e io sono bulimica.
La palestra wordpress però è una grandissima scuola. Se affiori dal marasma di migliaia di blog e diventi conosciuta vuoldire solo che ci sai fare sul biliardino del blog, non che sei figa in assoluto. E anche se ti senti una figa ti devi andare a comprare la vaselina da sola. Prima te lo metti in testa e meglio è.

Perché fra mare e piscina, cari miei, stigrancazzi.

Cheppoi di blogger che fanno IL libro è pieno. Strapieno. Gli editori vanno a caccia sperando di scovare qualcuno che spicchi anche sulla carta stampata, ma è una lotteria. I blog con, nella colonna di destra “Il mio libro” ti fanno fare uuuh quando sei un lettore novello. Ma invece è un banner che sta a dire che fai parte della lotteria in corso. Con un sacco di partecipanti, tipo che hai la media del 7. Stop. Io non ce la faccio la colonna col libro nel blog. Meh. La Spora mi ci dà una stilettata sopra, per dire.
Il blog ha una sua dignità e non è la versione gratis e con le parolacce del libro.

Un post di blog non è un racconto breve. Non è il capitolo di un libro. Manco una lettera. È un animale a sé stante: i 25m in stile a velocità. Una puttaneria che la metà basta, perché un blog è pubblico subito ed è dato in pasto alla rete. E tu VUOI piacere, tu VUOI commenti, tu VUOI gloria.
Se ti ritrovi catapultata a scrivere un libro devi uscire da questa piccola scatolina che è l’interfaccia WP e lanciarti nelle distese infinite di word o similia.
Mare aperto.

Il foglio bianco, siore e siori.

All’inizio dici millemila cose in una pagina, che hai paura che l’editor si annoi. Sei ancora prigioniera del formato “post”.
L’editor invece, e dio l’abbia nella sua gloria infinita, ti dice ti riprenderti i tuoi spazi e tu a quel punto ti caghi ed hai l’agorafobia.

Poi infili il ditone del piede in acqua, al sicuro sulla riva. Fai la figa stirando il collo a mo’ di “aspe’ mi scaldo ‘nattimo” ma stai risucchiando il tampax dall’emozione.
Hai il costumino olimpionico, la cuffia, gli occhialini. Ti sei fatta i peli fino al culo.
L’acqua all’inizio è un po’ freddina ma così turchese e trasparente che ti fa una voglia matta. Vedi altra gente fichissima che nuota così fluida, sono bellissimi.  Indecisa se tuffarti a bomba o scendere dalla scaletta come una diva fifties.

Non sai come ma ti lanci e, una bracciata dopo l’altra, descrivi finalmente un po’ meglio le cose, conquisti un ritmo nuovo.
E ci prendi gusto. Che diciamolo, noi tipe siamo logorroiche e cosa c’è di meglio che un editor dallo sguardo materno che ti dice “Si, si, dài vai!”?

È un po’ come quando stai imparando un’altra lingua simile alla tua, che so, se sei italiano e ti butti allo spagnolo. Io sono nata madrelingua spagnola anzi castellana, a 14 anni ho imparato l’italiano, a 16 l’inglese e a 23 il francese. Tutte lingue neolatine a parte l’inglese, un casino che la metà basta. E invece adesso switcho con una perfezione autistica dall’una all’altra, accento compreso, anche se ogni tanto nello scritto compaiono forme strambe, mix linguistici che a volte hanno il culo di rientrare nelle forme desuete di una lingua ed a volte invece restano neologismi buffi.

Qui è la stessa storia: all’inizio fai confusione, ma una volta che cominci a dominare le regole le distingui bene. Forse.
Io son li-li che inizio a dar forma alle cose. È molto interessante e mi sento un bebé.
Ho i braccioli, per dire, si chiamano Ester.
Non credo che ci siano delle regole per la gente che passa da un registro all’altro, ma se là fuori c’è qualcuno che ci è passato, be’, mi faccia un fischio :)

  1. Boh, io sono ancora in cabina a cambiarmi e sbirciare che aria tira fuori…!

    by Sara

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  2. ;)

    by Spora

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  3. Ci vorrebbero commenti ad ogni tua frase. Sarebbe un disastro illeggibile, per cui ti dico solo “tuffati e nuota, sono sicuro che andrai forte e lontano”.

    Solo una cosa: hai l’accento argentino, quando parli italiano nelle SporaPills. Un bellissimo accento argentino.

    by unbombarolo

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  4. E’ difficile che compri libri di blogger,la maggior parte delle volte mi sono sembrate delle trovate pubblicitarie punto e basta oppure il trampolino di lancio per tipi che senza “il-diario-virtuale” non sarebbero stati presi manco pe scrive il volantino dell’Esselunga.
    Il tuo,però,lo comprerò.
    Hai la dignità della figa vera che non ha bisogno della colonnina “libro-ehy tu-sotroppossimpatica-due spicci per il mio libro?-tengo familia” per esserlo. E poi,ma ti pare che si snobba il libro della Spora?

    by Sofia

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  5. io voto scaletta come diva fifties.

    by marika

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  6. Sì, la base argentina resta sempre, in tutte le lingue :)

    by Spora

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  7. cara spora, che eri intelligente lo sapevo e non dubitavo del fatto che avresti avuto un approccio personale con la scrittura.
    in libreria siamo pieni di libri di blogger che aggiungono poco, o niente, alle lettura del blog.
    sulla carta, (ma anche per gli ebook è lo stesso) il tempo, le parole, la lingua, hanno altre regole e altri ritmi. lo sai e lo hai scritto bene qui.
    sono curiosa, per una volta, di leggere un libro di una blogger.

    by viadellaviola

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  8. sta roba, o almeno fino a metà che vale milioni di punti per chi scrive su blog, dovremmo leggerla ogni giorno fino ad impararla a memoria. ti mantra. che son cose che o si capiscono o si molla splinder (sempre sia lodato), wp o quello che è..

    aspetto anch’io.

    dd.

    by dd.

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  9. Un libro non vuoldire assolutamente niente. Se ne fai più d’uno, se piace e viene tradotto be’, allora parliamone. Ma IL LIBRO meh.

    Ovvio sono tutta un bollore.
    Ovvio sono eccitata come un babbuino.
    Ovvio voglio che diventi una roba vendutissima, che mica son qui a sputarci sopra.

    Ma la cosa più probabile è che faccia le vendite previste dall’editore e poi via, ebook senza passare dall’edizione economica, come per tutti.

    Come voi sono curiosa. Curiosissima.

    by Spora

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  10. sembrerà una cavolata, perchè te lo avranno scritto tutti…ma ti capisco….non sto scherzando…quando ti butti in qualcosa e non sai se ne verrai fuori e come…
    sono italiana naturalizzata irlandese naturalizzata italiana e quando torni in italia dopo 15 anni di irlandese non è vita facile.
    per nulla.
    soprattutto quando a lezione di inglese sfoggi la tua vena ”patrizia” e nessuno ti capisce, perchè ‘dance’ si pronuncia ”dens”.non ”dans”.stupida.ti ritrovi a sbattere la testa sul muro e a imprecare (rigorosamente in inglese, anzi irlandese)…
    non ti seguo da molto,sarà qualche mese ma grazie,perchè sei divertente e mai noiosa, dici cose vere e per una volta qualcuno non se ne vergogna.
    e se mai ti dovesse venire qualche dubbio (su tutto, questa è una legge universale, un po’ come quella di murphy)ti scrivo una frase di L’uomo che sussurrava ai cavalli :
    avrebbe potuto decidere di insistere.Di perseguire la propria infelicità.Invece ha deciso di procedere fino al ciglio del burrone per guardare al di là.Ha visto quello che c’era e ha deciso di accettarlo.

    Stay strong, good luck.

    by breathless

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  11. Ah, Spora, cosa vuoi che ti dica? Quando ho iniziato a scrivere articoli in olandese facendomeli correggere benissimo prima di spedirlo fino al giorno che ho detto al diretur: senti, fatemele voi le correzioni eccheppalle, così facciamo prima. Me li correggono. Ultimamente il diretur mi ha accorciato l’ annuncio di un corso che bontà sua mi pubblica, e devo dire, ci sta.

    O di quando ho iniziato a scrivere un libro che non era il libro che volevo scrrvere mentre intorno a me erano partite tutte le referenze spaziotemporali, e cercavo vivi e merti e l’ editore mi aveva detto: si, ma questo non è un libro sul terremoto, e allora io il terremoto lo scrivevo compulsivamente sul blog la mattina appena alzata e appena aperto il bar dove mi collegavo. E poi anche quelle parti lì sono entrate nel libro, e no, fino a che non scrivo il libro che volevo io sull’ Abruzzo tutto il resto sono pecette. Gliel’ho detto su skype l’ altra sera: OK, abbiamo in corso il manuale della casalinga pigra e il prontuario semiserio per genitori che devono rispondere alle domande dei figli sul sesso, ma sai cos’ è? io le ricette delle zie l’ ho riscritto 10 volte da capo in varie lingue, o facciamo quello o il resto non mi esce.

    Il blog serve a darmi dei paletti. ci ho provato a cambiarlo a renderlo carino e leggibile, ma sai cos’ è? A me il blog serve come terapia e quando mi scrivono le maestrine infilzate: ma come scrivi male, ma sei troppo colloquiale, ma usi troppi che e come farai mai a fare delle buone traduzioni se scrivi cos^`da schifo. Be, io manco le sfanculo più, lo lascio fare agli altri commentatori.

    per dire che il code-switching, io ci palleggio.

    by Mammamsterdam

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  12. LOL Mum!

    by Spora

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  13. Che poi è un po’ che mi chiedo come sia andata con Vanity Fair.

    by Mammamsterdam

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  14. Beh, devo dire la verità. Sono una forte lettrice. Leggo qualsiasi cosa. Però un libro scritto da un blogger mi spaventa un pochettino quando sto lì da Feltrinelli a soppesare le copertine. Quelle copertine tutte fucsiarancioniazzurre e font “scherzosi-ggiovani” + foto dello scrittore. E poi scopri pure che costa ‘nbotto.
    Insomma…confido nella tua figaggine.
    ilGrinch

    by ilGrinch

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  15. Cara Spora,

    sono tanto contenta per te, il che è un po’ strano dato che non sai chi sono, be se ci pensi è strano anche che tu non sappia chi sono mentre io ho letto tutto di te. Oddio così fa tanto maniaca.
    Comunque dato che mi fido della tua figaggine volevo chiederti:
    tra qualche giorno sarò a Parigi per un week end lungo quali sono secondo te i posticini che non dovrei perdermi?

    baci

    by lalù

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  16. Lalù: ho scritto qui

    http://www.sporablog.com/2010/12/08/paris-jaime-te-promener/

    http://www.sporablog.com/2010/10/22/paris-jaime-te-manger/

    Altro non ho scritto e non ho tempo, sorry!

    by Spora

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  17. Grazie mille! Vado!

    by lalù

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  18. Il blogmarketing lo lascio volentieri a quelli che aprono un blog con lo scopo di farsi belli e farci i soldi (non è un riferimento a te, chiaramente, la ‘sti termini mi spaventano…); io sul blog ci si scrivo se, quando e quanto mi pare, delle ‘regole’ me ne sbatto ampiamente. Dirai che non è vero? Beh, se avessi dovuto ragionare col metro del ‘uh che bello essere letto’, avrei dovuto chiudere bottega anni fa. Invece, tra Splinder e WordPress ormai sono sei anni e mezzo: commenti pochi, letture un pò di più da quando sono su WordPress… Mi basta e non ne faccio una paranoia se un giorno mi leggono in otto (certo ultimamente mi ha fatto piacere un essere stato visitato da 500 persone in un giorno, poi si è tornati alle solite medie, e sticavoli); il narcisismo, le regole, la smania di aumentare i lettori, l’ossessione per il numero di visite e di commenti le lascio volentieri ad altri.

    by Marcello

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  19. P.S. Scusa se sono sembrato acido e aggressivo, solo che ogni volta che leggo affermazioni secondo cui i blogger sarebbero tutti alla ricerca di visibilità, al punto di scrivere tenendo conto di supposte ‘regole’ e di ‘blogamtkerting’, m’inalbero, anche troppo… E’ che non siamo tutti così, e tantissimi tengono un blog, così, tanto per dire la loro e di regole e marketing gl’importa poco o nulla… Detto questo sono contento per la tua ‘svolta’ e hai ragione quando dici che blog e libro sono tutt’altro paio di maniche… Probabilmente i blog non sono manco ‘letteratura’ in senso stretto, tutto diverso… ;-)

    by Marcello

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Fate i bravi o vi sgangello da questa tera.

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