/ / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / / /







la dura vita dei freelance: connessione mobile

Questa storia è successa a me, è successa a te cara amica freelance, e continuerà a succedere a tantissime altre persone. Questa storia è una storia tragica di connessioni mobili, stress da SPM, capelli rosa e figure dimmerda coi clienti.
Soprattutto di figure dimmerda coi clienti.

Oggi ho finito di lavorare con la TIM.
Abbiamo avuto un problema tecnico con la saponetta che in una notte, spenta, ha consumato 5 giga di traffico.

Loro dicono che li abbiamo consumati, io dico di no.
Risultato?
Siccome io non sono assolutamente in grado di valutare cosa sia successo (non sono mica nerd) e loro sono certi di quello che indica il tabulato con “connessione perenne”, io me ne vado.
Basta, ecco il risultato: io dico una cosa, loro un’altra, ed entrambi pretendiamo avere ragione.
Io non so niente di tecnologia per controbattere, quindi cerco altrove.
Molte persone sono brave a fare reclami per malfunzionamento o mandare lettere d’avvocati. Anzi, quelle le so far fare, ma costano tanto e onestamente preferisco spendere quei soldi in un’altra saponetta per la connessione mobile, più un paio di scarpe nuove.

Ognuna ha le sue priorità. La mia è la connessione ad ogni costo. E le scarpine.

Mi ero promessa di non schiacciare più il BOTTONE DI SPUTTANAMENTO TOTALE GLOBBALE sul blog.
E non lo farò, parlo solo di fatti e incomprensioni.
TIM ha un’assistenza molto efficace su Twitter.
A terra invece per niente. Zero.
Io non so come facciano le persone che non hanno Twitter e non hanno tutti i miei follower che fanno si che TIM mi risponda per evitare i flame.

Il 119, dicevo, non funziona. Tu chiami, senti le 6 opzioni, pigi 6 per avere un operatore e riparte il disco con le 6 opzioni. Io sono bionda, anzi rosa, allora mi son detta magari ho sbagliato a pigiare quindi ascolto di nuovo le 6 opzioni e ripigio il 6.
Idem.
Lo rifaccio, si sa mai il rosa mi renda ancora più scema. Sento tutte le opzioni da 1 a 6 e, di nuovo, pigio 6. Riparte il disco delle opzioni.

OK, non va.

spora-rosegold

l’unica cosa figa di questi giorni bui da connessione è che mi hanno fatto i capelli rosegold e sono bellissimi. Grazie RiccioCapriccio Roma!

Ero stata per prima cosa in un punto TIM a Roma Termini, per risolvere dal vivo con un umano e in privato, ma mi hanno detto che non fanno assistenza, solo vendita. Secondo loro dovevo andare dove ho comprato la saponetta con lo scontrino. Ho chiesto allora di ricomprare sim e saponetta. Hanno detto no perché giustamente non facendo assistenza non avrebbero potuto sapere se il problema era della sim, della saponetta, o della connessione. Il ragazzo TIM ha visto che la connessione non andava e mi ha detto “si, non va”. Grazie.

Ma io sono a Roma e devo lavorare. Protesto su Twitter, e dopo qualche ora mi rispondono: Spora hai finito i 5 giga.

Impossibile, dico, l’ho usata solo 2gg in tutto il mese che concerne questi 5 giga. Ho scordato la saponetta in hotel il giorno 10. L’opzione era attiva dal 8. Poi Calo l’ha recuperata e mi ha detto meh, non va. Fine.
Mi dicono che la sera del 20 è stata accesa ed è rimasta “perennemente accesa” finché non ha finito i giga.

Eppure era spenta, raga. Calo ha visto che non andava e l’ha mollata li.
Che ci sia un malfunzionamento? Dai, su. Daaaaaaai.
Noooo?
No, dicono di no.

Io avanzerei l’ipotesi che magari dentro il pacco postale l’hanno fatta passare dai raggi X ed è impazzita? Che dite, torna come motivo?

Il mio problema è che ieri dovevo spedire una presentazione per un lavoro da 5mila euro, e non ho potuto farlo. Il cliente era in ritardo e io non avevo connessione. Sapete che ho fatto? Ho fotografato la mia presentazione col cellulare e ho mandato le foto via whatsapp dal cellulare.
Una vera pro, eh? Sono queste le figure che una deve fare perché ha una saponetta che funziona male? Queste cose mi fanno andare in bestia, per me la connessione è vitale. E queste figure dimmerda non mi fanno onore con i clienti. Sono una iena. Una iena che manda presentazioni fotografando il pc dall’iphone.

Quindi adesso bando alle ciance: voglio fare un abbonamento ad un altro operatore, anche per il cellulare. Sono cosciente che l’assistenza sia molto peggio altrove. Non voglio neanche Vodafone per carità, ho avuto problemi molto simili con loro, quando di punto in bianco, senza installare nessuna nuova app né cambiare abitudini di navigazione, mi finivano i giga del cek in tre ore.

Quindi: cosa resta? Accetto consigli, ho bisogno di 30 giga/mese per il modem e 3 al giorno nel cellulare.

Grazie amici. Ci terremo la saponetta già pagata della TIM per le zone (tantissime) dove prendono male così alterniamo, sperando che non si ciucci i mega random.

Aaaah, la dura vita delle connessioni mobili!
In questo vorrei lasciarvi col ricordo del Giappone, dove navighi veloce anche sullo Shinkansen  300 km/h. La prova che c’è modo di farlo, ma forse costa troppo caro.

PS: Ringrazio il Team RiccioCapriccio di Roma per i miei nuovi capelli rosegold, mi hanno tirata su di morale!



I commenti sono moderati. Li approvo ogni volta che mi connetto. Grazie della comprensione.
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
/////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////


tre storie

Domenica prossima c’è la data romana dello Stiletto Tour, e io sono molto emmozionata.

Con due emme.

Il programma è sempre lo stesso, ma ci saranno più stand e più premi.
E poi ci sono loro tre.

“Se non ci provi, non lo scoprirai mai”
Come me, che ho cambiato radicalmente vita con Stiletto Academy, i racconti di cambiamento sono d’esempio a moltissime donne. Raccontare sempre la mia storia non è divertente, ecco perché abbiamo introdotto i racconti di donne. E non per forza racconti di super-successo, quelli sono nelle riviste. Noi vogliamo raccontare storie quotidiane, di piccole vittorie e grandi conquiste.

Ascolteremo 3 storie di donne che hanno preso il loro destino in mano. 3 racconti per ispirare e aprire l’orizzonte a chi vuole rinnovarsi, cambiare vita, o semplicemente sentire una ventata di positivismo. Parleranno Chiara Marcozzi, pilota Alitalia, Sara Abbate, founder di Double B, e Cristina Fogazzi alias l’Estetista Cinica. Tre donne che potremmo frequentare nella nostra quotidianità che non sono ai vertici del sistema ma che hanno, nel loro piccolo, cambiato non soltanto la loro vita, ma anche quella di chi sta loro intorno. Che la loro esperienza serva da esempio concreto a chi sente che deve fare un passo e non trova il coraggio.

Per chi volesse venire si iscriva alla lista d’attesa perché ci sono sempre le disdette.

club-impedite

DOmani l’altro, invece, vi aspetto in petit comité da RiccioCapriccio per un fuori corso favoloo: Il Club delle Impedite. RiccioCapriccio è un salone di parrucchieri eco che sa tagliare i capelli alle riccie e non solo: ti fanno i colori favolosi. Io ormai mi faccio fare il goldrose solo da loro.

Il Club delle Impedite lo fanno per avvicinare le impedite al trucco e parrucco e, già che ero in zona, abbiamo montato questo eventino sui tacchi. Le Impedite a Roma hano dei seri problemi coi sampietrini, parliamone. Con Stiletto Academy ho sviluppato un metodo d camminata da vera diva sui sampietrini, e ve lo insegnerò. Per venirci in aiuto, Tamara ha pensao bene di procurarci dei cocktail colorati, così rilassiamo bene il bacino. Ci si iscrive via mail, e Tamara risponde. Lei dice che entriamo in poche, io invece dico: venite e stiamo un po’ dentro e un po’ fuori sul selciato. OK?
Vi aspettiamo!



I commenti sono moderati. Li approvo ogni volta che mi connetto. Grazie della comprensione.
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
/////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////


la prima estate delle Stiletto Coach

Oggi sono a Milano. A me Milano piace tantissimo, ci voglio venire ad abitare. Expo a parte, della quale non ho parlato né parlerò, a me Milano piace per un grandissimo motivo che vince su tutti: si lavora bene. La gente è efficiente. La gente che abita a Milano è della categoria #FottutaProfessionista, non ce n’è.
Il mio lavoro mi porta sempre in giro in città bellissime, quindi per la base Milano è l’ideale.

A Calo piace Torino (ma secondo me è perché non ha ancora visto Firenze, IMHO). Quindi stiamo valutando se scegliere Torino o Milano, che con l’abbonamento in 40′ di freccia è fattibilissimo. A Torino ci abitano le mie due nuove socie, la Marano e la Bobby. Quindi Torino mi sa che per ora vince. Piacerà anche a Felipe.

Ma oggi è estate, è estate da tre giorni e Milano è bellissima. Stamani camminavo sotto il sole e sentivo quel tepore sulla pelle che ti fa credere che sei capace di fare tutto. E lo fai.
Non so se succeda a tutte, ma nella mia banalità credo di si: il caldo ti dà una crica fantastica e ti tira su di morale, diventi tipo wonder woman (con la guaina, però)

Tutti i martedì sera (eccetto quando sono troppo incasinata) ho lezione in video live con le 8 Stiletto Coach. Andiamo avanti da 3 mesi, la formazione è molto lunga. Hanno finito tutto il programma, ma adesso stiamo aggiunstando le specialità di ognuna e le aiuto ad organizzare il loro primo evento. La formazione di Stiletto Coach non è semplice, me ne sono resa conto via via che avanzavamo. Alcune sono più portate per certe parti, altre per altre. Io voglio che diventino super top in tutto, e le assisto anche separatamente, finché non si sentono sicure del loro ruolo.

Schermata 05-2457157 alle 14.02.03

Abbiamo un gruppo whatsapp e ci accompagniamo durante la giornata. Io non ho sempre tempo di essere presente, ma leggo quasi tutto. È un mini gallinaio tutto nostro.

Avrei voluto rifare una formazione di Stiletto Coach su Roma a luglio, ma abbiamo preferito rimandarla a settembre perché non possiamo dare visibilità alle candidature con il Tour in corso e l’uscita del nuovo shop con le insplabag e i tatuaggi temporanei. Troppa carne al fuoco.

Ho già avvertito le candidate selezionate e ci sentiamo dopo l’estate. Se vi interessa lavorare con noi, potete candidarvi fino al 1° settembre, rimangono 7 posti su 9. Ne ammettiamo solo 9 alla volta per poter gestirle meglio e fare le videocall in hangout tutte insieme ogni settimana.
Ogni candidata è diversa e si creerà la propria nicchia, le prime due sono molto fighe: una fa la presentatrice TV negli Stati Uniti e l’altra è sommelier!  (si, pare che andremo negli US prima che in Argentina, fate ciao ciao con la manina ad Angie ;-)

Milano oggi è spumeggiante, io sono in ufficio dalla cinica a controllare tutte le cosine per l’insplabag in corso e suella di giugno, e non vedo l’ora di finire per uscire a farmi un aperitivo fuori.

Benvenuta estate…ma durerà?



I commenti sono moderati. Li approvo ogni volta che mi connetto. Grazie della comprensione.
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
/////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////


Dietro le quinte

Da poche settimane abbiamo ingaggiato una videomaker. La Pina l’ho conosciuta proprio su queste pagine, e sono mesi che mi scrive “Voglio infilarmi nella tua valigia, Spo’!”.
Lei ci ha provato, io ci ho creduto. Ci crediamo entrambe ed eccoci qua :-)

Be’, è un’ottima idea voler infilarsi nella mia valigia, perché non c’è niente di meglio che trovare qualcuno che apprezzi quello che fai, per folle che sia, e abbia voglia di sbattersi a filmare e montare il tutto. Ogni settimana.

La Pina entrerà in pianta stabile da settembre con 3 video a settimana, ma la vedremo di nuovo per coprire le date di Cassino e Roima, sul furgone insieme a noi, a fine maggio.

Ecco il nostro primo video istituzionale con Stiletto Academy TV, per cominciare a prendere confidenza col dietro le quinte di un evento.
Grazie Pina!

Sono quasi sempre senza trucco, o col cerone ovunque. Saluto tutti i troll ciao raga fate tanti screenshot per tarstullarvi <3



I commenti sono moderati. Li approvo ogni volta che mi connetto. Grazie della comprensione.
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
/////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////


le fazioni

Se lavori online, lo sai: esistono le fazioni.
Le combriccole. I gruppetti. Le cerchie.

Anche tu a un certo punto ti rendi conto di avere un certo giro, e piano piano cominci a individuare “gli altri giri”. Giri dove non entri se non conosci, dove non entri se stai sulle balle a una. Giri che entri solo se sei un po’ ipocrita e fai la lecchina, oppure giri che non entri se non sei super. Giri dove entri solo se stai diventando famosa quindi appetibile. Altrimenti no, non sei nessuno. Oppure giri dove improvvisamente ti cagano perché hai dei clienti grossi che vogliono anche i capi della fazione, o che vogliono apportare in dono i pesci piccoli della fazione per scalare la propria gerarchia.

C’è di tutto, siamo umani.

Io ho fatto parte di molti “giri” e me ne sono sempre uscita finché non è nato il nostro.
Adesso abbiamo il nostro giro, si chiama Stiletto Academy ed è un’Associazione che vuole crescere per aiutare sempre più donne anche a lavorare in proprio. Siamo in tantissime e ci siamo gemellate col giro di C+B. Due giri grossi che invece di farsi un ciao-ciao ipocrita sui social e le occasioni social-mondane, si sono uniti per fare cose ancora più grandi e ancora più fighe, insieme e ad armi pari. A me piace così come piace alla Marano, ossia la capa del giro C+B. Insieme a noi c’è anche la Bobby Tank che di giri ne ha avuti parecchi, e in ambiti molto più grossi dei nostri giretti da blogger insulsi che se la strappano per dei contrattini a 4 zeri.

La cosa buffa dei giri è che nessuno ne parla, ma sono intangibili.
Se ci pensate, i giri esistono in tutte le realtà. Sono spesso una menata ma certe volte non puoi farne a meno. Non avanzi in certe cose se non hai a che fare con certi giri.
Certe volte hai bisogno di gente che sia dentro un giro per far meglio un lavoro, per passare al livello successivo. Si sa.

E poi gli odii fra certi giri sono fortissimi. Giri che vogliono dominare lo stesso mercato.
Una fatica tremenda!
C’è gente che cambia giro, o che viene eiettata dai giri. Allora deve entrare in un altro giro e coltiva un odio profondo verso le ex compagne di giro. L’odio è girevole. Oppure che usa un giretto per fare una fionda planetaria verso un giro che gli interessa di più.

Esempio: una tizia che fa parte di un certo giro non verrà mai ad un mio evento anche se le piacerebbe, perché altrimenti le tipe del suo giro la bannano perché mi detestano o perché le ho sfanculate in passato. Oppure la stessa tipa verrà ad un mio evento perché vuole entrare in un giro amico nostro, e partecipa per far curriculum.

La parte dove io sfanculo le persone c’entra spesso, nei miei problemi con altri giri. Il fatto è che io non tollero le ipocrisie e allora ho il grilletto facile.
Certe tipe si iscrivono alle nostre attività solo per spiare che cosa fa il nostro giro. Sull’insplagenda ce ne sono un bel po’ e quando le trovo le cancello, così non ci penso più.
Anch’io mi sono iscritta a delle attività per vedere cosa fanno e poi mi son disiscritta perché non mi piacevano. In fin dei conti, i giri hanno un motivo: chi si ama si mette insieme, e le attività degli altri giri raramente ti piacciono. Altrimenti si farebbe parte dello stesso giro, o si sarebbe perlomeno amici.

Seguendo la tradizione dei giri, io per prima non inviterò mai certe tizie a far da giurate ai nostri eventi, se so che sono dentro un certo giro. Meglio le doppie punte che certa gente con la paletta in mano.

E così via, fino all’infinito. I giri cominciano al nido e si protraggono fino alla morte.

le-fazioni
A me i giri stanno bene. Più che bene. Basta che siano chiari.

Quel che mi sta veramente sulle balle sono le persone ignave. Quelle che si attaccano al carrozzone di più giri insieme, per prendere il più possibile da tutti. Quelle ipocrite che ti fanno i sorrisini e poi parlano male di te a quelle del tuo giro, come se non sapessero che poi le tue amiche te lo raccontano con quella fremdschämen che ti vergogni anche tu solo ad ascoltarle. Quelle che ti twittano leccanti così tu le ritwitti e loro salgono scalandoti, solo quando gli servi. Quelle che sono gelose dei tuoi sponsor e ti vengono a rompere le balle in pubblico su facebook ma non ti rispondono né in pubblico né in privato. Quelle che chiedono in giro quanto fatturi le markette, mentre basterebbe prendere il telefono e io glielo direi senza problemi.

Quelle che vogliono la mail del mio editore, e all’improvviso è tutto un “carissima”. Io lo elargisco sempre il contatto del mio editore, mica sono stronza né gelosa. Se una scrive bene deve avere una possibilità. Basterebbe dirmi: “Senti Spora, mi daresti per favore un contatto in Sperling?”. Fair enough, senza tutto sto rigirio per chiedermelo dopo una chat di due ore.

Insomma: quelle che dici “ma perché tutta sta fatica inutile?”.

Ecco, a me le persone “tutti i giri” stanno personalmante sulle balle, e personalmente le evito. Trovo personalmente disdicevoli i loro sorrisini e frecciatine con quel che poi mi viene riferito. Dovrei esserne personalmente abituata perché, oh, siamo donne.
E noi donne siamo serpi.

Ma mi arrabbio particolarmente quando mi viene riferito troppo tardi, tipo dopo che ho fatto delle mosse importanti fidandomi. Mi fa arrabbiare tremendamente essere presa per il culo dagli ipocriti.

Ho passato troppi anni nella paura di eliminare certe persone perché “Chissà cosa pensa se le tolgo l’amicizia su facebook!” oppure: “Ma la devo invitare perché sennò poi parla male di me!”.
Basta. Quando decidi di eliminare stai molto meglio. Non muore nessuno.

Io nella vita preferisco tirare una riga netta sugli ignavi e gli ipocriti.
Tendo anche ad abusare dei vaffanculi.
A volte un vaffanculo, a volte un tasto blocca. Silenzioso e tremendamente efficace.

La gente ha paura di mandare afanculo le persone, o anche solo di bloccarle. Io trovo più onesto ammettere di non piacere a tutti (tanti) o che molti non siano di mio gradimento, piuttosto che alimentare un drappello di ipocriti che mettono un like controvoglia quando esce una mia intervista sulla stampa, per far vedere che apprezzano anche se gli rode. Quel gruppetto che vede la mia vita privata, rendendomi più debole perché esposta nella mia normalità di tutti i giorni.

No, grazie, quello non lo voglio più.

Nella vita preferisco tirare una riga netta sugli ignavi e gli ipocriti, e avanzo lenta ma serena.
Ognuno vive come gli pare e siamo molto più propensi a tollerare gli ipocriti diventando a nostra volta ipocrite. Ecco: è stata questa sensazione a farmi uscire dal giro delle paurose.

Le fazioni esistono in tutti gli ambienti, sarebbe puerile far finta di nulla.
Di certo sarebbe più intelligente fare come gli ipocriti e scivolare fra le fazioni approfittando del buon vento finché non appare una fazione migliore. Certe volte le fazioni si accorgono che albergano dei surfisti ma si lasciano navigare perché hanno anche loro dei vantaggi temporanei. Non è una simbiosi, ma un parassitismo doppio non dichiarato, reale.

Quindi non è tutto bianco o nero, siamo spesso grigi per compromesso.

Le fazioni esistono in tutti gli ambienti: pensa a sceglier bene la tua.
E salta.

divergent-le-fazioni



I commenti sono moderati. Li approvo ogni volta che mi connetto. Grazie della comprensione.
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
/////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////


crescere: È MERAVIGLIOSOOOOOOO!

Non scrivo molto, sono impegnatissima con il Tour e con il mio fidanzato che sta scoprendo l’Italia. Ogni giorno c’è una nuova avventura.

E se non ho niente da dire, non mi viene da scrivere. Contrariamente a moltissime blogger serie, o “di professione”, non ho un archivio di 10 post pronti ad essere pubblicati in caso di mancanza d’ispirazione. Non ce li ho, non funziono così anche se devo dire che mi piacerebbe per il fatto che molte ragazze mi scrivono che nelle giornate “no” vengono qui per vedere se è uscito un nuovo post. E invece no. Quindi mi dispiace per questo motivo.

Che sta succedendo da questa parte dello schermo?
Succede che ho due socie e la mia vita è cambiata. Dopo cinque anni da sola con un’esperienza catastrofica, avevo paura ad associarmi. Ma se vuoi crescere è necessario e vitale. E quando le ho trovate, non ho esitato. Ho telefonato ad entrambe nel giro di pochi giorni e gli ho proposto di salire a bordo. Entrambe hanno detto di si, perché condividiamo la stessa filosofia: non si fa niente da soli.

Sono a casa di una di loro: la Bobbola, detta anche Bobby Tank. Sta in una cascina fuori Biella con marito e bimba troppo simpatica, è bellissimo. Abbiamo ordinato tutta la cancelleria per l’insplabag di maggio e per la prossima, eravamo sul divano a guardare Lego Movie e fare i saltellini per i vari post-it e timbrini.

È MERAVIGLIOSOOOOOOO! (la canto da giorni, non mi esce più dalla testa!)

Sono usciti anche i tatuaggi che volevo da troppo tempo. C’è “SUCA” perché di si, e anche un “chissene” che farà comodo a molte.
La terza socia, detta “La Marano“, è a Torino e abbiamo passato qualche giorno da lei con suo marito e quel bambino che è uno spettacolo. Siamo andati a comprargli il primo gel, ha 12 anni. È stato buffissimo, eravamo 5 adulti dentro un minimart con un bambino, tutti di corsa lungo i corridoi alla ricerca del gel miracoloso.

Ci piace moltissimo passare dei giorni interi a casa di amici, a metà fra lavoro e cene, merende, progetti, vita.

3_Inspirational_Richard_Branson_s_Quotes-s625x414-338140-580

Io non divido più il lavoro e la vita, l’ho dichiarato moltissime volte con le parole di Richard Branson, ma è una filosofia particolare che non si applica a tutte le persone. La maggior parte della gente ha davvero bisogno di staccare e dividere. Lo facevo anche io quando lavoravo in ufficio 8 ore al giorno, è molto salutare.

Ma quando la tua passione diventa un lavoro, tutto si fonde. Quando il tuo lavoro è una Missione, vuoi fare sempre più cose perché vedi che, nel loro piccolo, apportano “qualcosa di rosa in una giornata nera” a qualcuna, come mi hanno detto oggi.
E ti cambia tutto.

resiliente-forte-incosciente

Ma c’è il dettaglio non indifferente che non abbiamo figli, e siamo automaticamente molto più liberi: niente siesta, niente pannolini, niente scuola o compiti. Talmente liberi da andare in giro su un furgone camperato. Sappiamo bene che è da matti fare scelte di vita di questo tipo. Ne siamo coscienti, e sappiamo che non sarà per sempre. La vita ha delle tappe tutte sue, e non devono per forza essere quelle che tu cerdevi che dovessero essere.

Ho passato troppi anni pensando che dovevo laurearmi con la lode, trovare un lavoro a tempo indeterminato in un posto prestigioso, comprare una bella casa e sposarmi con un tizio laureato e figo. E poi fare tre bambini da mandare alla scuola internazionale.
Ho fatto tutto bambini esclusi ma non ero soddisfatta. E non ero soddisfatta non perché le mie scelte si fossero rivelate sbagliate. Le mie scelte di vita erano normali, sensate, giuste, politicamente corrette. Ma non mi assomigliavano.
Tutto qua.

Io credo che avendo avuto una vita difficile prima, l’unica cosa che volevo uscendo dall’università era una vita “normale”. Banale, classica, standard.
Volevo la normalità televisiva, quella delle pubblicità. Ma quella cosa non esiste.
E non esiste perché siamo tutti diversi fra di noi.

SAMSUNG CSCAdesso faccio solo quello che mi piace, e lo racconto. Ma non lo faccio per “convertire” le persone che mi leggono a fare quel che faccio io, sarebbe completamente stupido. Io mi racconto per mostrare che anche se arrivi alla soglia dei quaranta e ti senti una sfigata, puoi sempre virare e ripartire.

E bisogna ricordarselo proprio nei giorni bui.

chissene-mano

NEWS: Ieri l’altro è uscito lo shoppettino per sostenere Stiletto Academy.
C’è l’insplabag, i tatuaggi temporanei, le bustine per mettere i tacchi in valigia e potete anche tesserarvi per darci una mano e avere lo sconto del 10%.



I commenti sono moderati. Li approvo ogni volta che mi connetto. Grazie della comprensione.
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
/////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////


il tallone di Achille

La prima volta che ti intervistano su un giornale ti esalti. Ti acceleri. Sei una bomba, vorresti spammarlo a tutti.
Poi arriva il periodo dell’abitudine con più uscite mensili e devo dire che non è una bella cosa, anche perché finisce in tre nanosecondi.
E infatti si susseguono dei mesi di desolazione o poca roba, e ritorni ad essere la stolta che eri prima di montarti la testa.

E fin qui, tutto bene.

Quando il tuo lavoro dipende anche dalla tua notorietà e presenza sulla stampa, non solo cerchi di apparirci il più possibile, ma stai anche molto attenta a quel che dici ai giornalisti. Una volta ho detto due cose “un po’ così” in mezzo ad un’intervista di un’ora, e poi hanno pubblicato solo quelle. Ero furente, ma mi erano scappate. A me. Colpevole, vostro onore!

La mia Cetta dell’Ufficio Stampa della Sperling è un genio: lei si fa mandare gli articoli per revisione prima che vadano in stampa. Dopo i suoi consigli (e dopo che ha dovuto gestire una mia incazzatura col Direttore di Class dando del gaglioffo al suo inviato) ho imparato anche io a chiedere la pre-lettura. O quasi.

Ogni tanto succede una boiata, tipo che mi fanno dire “tallone d’Achille” invece di tendine. Il problema è che se una giornalista o blogger sbaglia, in realtà fa sbagliare me: mi citano, dicono cose su Stiletto Academy come se le dicessi io.

Tallone-dAchille

E li, non ci vedo più.

Scrivo chiedendo di correggere, o in difetto di togliere l’articolo, o per lo meno di togliere il riferimento a Stiletto Academy se non è un articolo su di noi. È successo qualche mese fa con IoDonna e l’hanno tolto dopo un pomeriggio di flame su Twitter, dato che dalla redazione per via privata ed ufficiale non mi avevano considerata.

È un po’ di tempo che penso a scrivere una sorta di brevissima dispensa per giornaliste e blogger che vogliono parlare di tacchi, portamento e scarpe. Credo proprio che la metterò in free download sul sito della Stiletto Academy. Non si può pretendere che una giornalista che parla di centinaia di cose ogni giorno abbia la formazione adatta per parlare di tendini. È comprensibile che ci siano dei fraintendimenti, no?
Le citazioni sbagliate sono il mio tallone di Achille.

 



I commenti sono moderati. Li approvo ogni volta che mi connetto. Grazie della comprensione.
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
/////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////


7 astuzie essenziali on the road

Vivere on the road nel 2015 non è come negli anni settanta alla Kerouak. Molti oggetti si sono miniaturizzati, ma molti altri si sono decuplicati. Vedere voce “scarpe”.
Io porto una valigione, una borsa, la mia Loretta e persino una stampante.
Calo è più minimal, ma comunque ha tutta l’attrezzatura per foto e video.

Dormiamo in hotel 4 stelle e ci muoviamo sulle frecce, in taxi o in aereo.
Il furgone Lucio non è ancora pronto, ahimé, e ci raggiungerà a partire da metà maggio. Siamo entusiasti di poter finalmente partire all’avventura alla supersonica velocità di 80 kilometri orari in autostrada.

Ma per adesso: treni.
Per adesso: valigie da ridurre al massimo.

7-astuzie-essenziali-on-the-road
1) Eliminare lo sbattimento-valigia. La cosa brutta è dover fare e disfare la valigia senza scordarsi niente negli armadi o cassetti. Allora io non la disfo, la uso da armadio. Posata in orizzontale come tutti gli umani, tolgo e rimetto le cose. Ho un ferro da viaggio portatile e se ne ho bisogno, stiro. Fine.

2) Comporre 4 beauty separati: viso, capelli e corpo/unghie. E trucchi. Come per la valigia: la roba entra ed esce, così quando vai via lo chiudi e li metti tutti in valigia. Fine.

3) L’incubo degli aeroporti. Fare il bagaglio a mano con tutte le cose impo per poter sopravvivere a destinazione in caso di perdita del bagaglio in stiva durante transiti o se prendete un volo in stand by (i bagagli non seguono mai i ritardatari). Son cose serie.

4) Smartphone survival. Comprati almeno due batterie esterne per telefono e devices vari: soldi spesi bene. Portati sempre anche una presa multipla per ricaricare più devices insieme sul treno o in hotel. Gli alberghi non forniscono ciabatte elettriche, ma dovrebbero.

5) Il golfino di cachemire. Che sia estate o inverno, nei posti c’è sempre un’aria condizionata fortissima. Sii pronta e tienilo sempre in borsa. In alternativa, la sciarpa di cachemire a velo.

6) L’insplagenda con fogli di note vergini per lavorare. Da quando mi sono fatta l’insplagenda lavoro meglio. Il fatto che abbia gli anelli apribili mi permette di mettere e togliere fogli a piacimento, tipo eliminare i mesi passati e lasciare solo i piani mensili per la seconda metà dell’anno. E nei fogli di note o fogli vergini, pianifico pianifico pianifico. Ho un kit di Muji per fare i buchini, e un’armata di pennarelli, washi tape e post it a righine e pois che ciaone.

7) I vestiti che asciugano in fretta: materie leggere. In pratica puoi anche portarti un gonnellone di lino a ruota, ma non sperare di poterlo lavare in hotel e trovarlo asciutto l’indomani prima di partire. La valigia va fatta seguendo la teoria della palette, ma anche facendo attenzione alla “lavabilità” dei capi. Io a volte sto via tre settimane e non posso permettermi di non lavare i vestiti. E portarne troppi non vale la pena.

Lo Stiletto Tour è cominciato domenica. La prima tappa è stata un delirio: 240 galline, 6 stand tematici, tre ore di workshop dove abbiamo anche mollato qualche lacrimuccia con le due nuove socie: Elena Bobbola e Francesca Marano.

I Best Western hanno delle suites molto belle, e il giorno prima dell’evento ci siamo concessi un’oretta di idromassaggio con i sali. Incredibile ma vero, non avevo mai preso il tempo in vita mia per farlo. Mai. Le vasche idromassaggio le trovi in casa, negli alberghi e da gente dove sei ospite, ma non le avevo mai considerate.

Molto male, vanno accese.



I commenti sono moderati. Li approvo ogni volta che mi connetto. Grazie della comprensione.
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
/////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////


staccare la spina

È un mondo di cotone, uno spazio neutro.
Una fortezza, un luogo fra due mondi.
Tutto è perfetto, pulito, in ordine.
E ogni giorno si rigenera.

.

Ho frequentato molti alberghi, per lavoro. Sia in trasferta quando facevo l’architetta, che da quando faccio gli eventi con Stiletto Academy.
Degli hotel mi piace il minimalismo, l’assenza di oggetti, le infinite possibilità di isolarsi. Tu entri nella tua stanza e quello spazio diventa tuo ma non è tuo. E lo sai.
È come se tu lo vampirizzassi.

Non so quando è cominciata. Non ricordo con esattezza quand’è che ho smesso di mentire a me stessa, trovando delle scuse improbabili per prenotarmi una stanza d’albergo.
Lo facevo per isolarmi. Per staccare la spina. Per fermare il mondo e rigenerarmi.

Posi il beauty su quei marmi vergini del bagno, appendi un vestito nell’armadio.
Pochi oggetti, solo il necessario.

Fai colare l’acqua nella vasca, provi i sali e ti rilassi in quel vapore che si espande appannandoti la mente.
Ti avvolgi nell’accappatoio, grande come una coperta, ti stendi sul letto e le lenzuola sono di cotone spesso, fatto per durare. Tutto è bianco.
Se sono in vena mi guardo un film e mangio cose dal frigobar.
Il vero test è il piatto di spaghetti al pomodoro a mezzanotte.
Ho mangiato cose inenarrabili anche in delle suites 5 stelle, è difficile trovare da mangiare “decente”.

A me piace quando arriva il servizio in camera, soprattutto quando mettono la campana d’argento sopra il piatto. Io ADORO il servizio in camera. Il servizio in camera è la mia idea di lusso. Il lusso inteso come un vizio puerile per una cosa che potresti fare da sola, e invece ti fa fatica.
E poi c’è gente che quelle cose le fa meglio di te.

Il bianco mi rilassa, il bagno caldo mi fa calare il ritmo e scendono le pulsazioni.

best-western-camera-woman-vasca

Oggi sono entrata in una stanza d’attico al Best Western Antares Concorde. La nostra stanza ha due terrazzini a tasca, un bagno con la vasca idromassaggio e una cabina armadio. Un lettone Queen size e un divano beige di velluto.
Io mi segno i numeri delle stanze dove dormo, negli hotel. Così se torno chiedo la stessa.
Perché le stanze cambiano molto da un piano all’altro.
Il mio elenco di stanze-cocoon è corto, e me lo tengo stretto.
Adesso questa ne fa parte.

best-western-camera-woman2
Questa non è la mia, quella me la tengo segreta!

Mi piace restare almeno due notti, una è troppo poco. Non fai in tempo ad arrivare che il mattino dopo devi rifare la borsa. A me invece piace quella pigrizia mattutina, quell’assenza di “devo fare”. L’obiettivo è non fare niente, svuotarsi di tutto in quel bianco perfetto che dopo che passa la signora delle pulizie torna immacolato. Tu non vedi niente perché sei scesa per colazione, e io mi immagino che la stanza si rigeneri da sola, come Wolverine. Passo dalla vasca al letto, al divano o al terrazzino. Leggo, dormo, penso.

Non so quando è cominciata. Non ricordo con esattezza quand’è che ho smesso di mentire a me stessa, trovando delle scuse improbabili per prenotarmi una stanza d’albergo.
Lo faccio tuttora per isolarmi. Per staccare la spina. Per fermare il mondo e rigenerarmi.

best-western-beauty-occitane

La mia stanza al Best Western milanese fa parte del programma “Camera Woman” creato apposta per far sentire meglio le donne in viaggio, con dettagli come il phon e piastra veri. In bagno c’è un beauty Occitane, piastra e phon Remington e una scelta di tisane buonissime. La prima colazione ha gallette di riso, centrifughe di frutta e verdura, e altre cosine green & detox. Se prenotate in Best Western, chiedete una Camera Woman.

best-western-colazione



I commenti sono moderati. Li approvo ogni volta che mi connetto. Grazie della comprensione.
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
/////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////


Lo Stiletto Kit

Domenica comincia lo Stiletto Tour a Milano.
Per la prima volta terremo i corsi per solopreneuses, la mattina.
Dalle 10 alle 12:30 ci saranno i primi due: “Come organizzare un evento” e “Social Media War”, che sono le mie due specialità sviluppate in questi ultimi 5 anni, dove ho fatto molti errori e ho imparato a prevenirli a suon di lacrime, sudore e vaffa. Ho litigato pubblicamente -e male, ossia senza strategia e senza calma- con TIM, Vodafone, Grazia, Compeed, e molti brand manager. Non si vince niente se non perdita di reputazione, a litigare online. Possiamo però imparare a difenderci, e a identificare le occasioni in cui sarebbe cosa buona e giusta far valere i nostri diritti. Ecco cosa ho imparato.

Ma non si finisce mai di imparare, quindi credo che insieme potremo dibattere su certi approcci piuttosto che altri. “Social Media War” non è un corso di War Room Pro, ma un corso di war room per galline. Se siete già pro, non vale la pena iscriversi. Se siete invece di quelle che si infiammano su facebook affondando sempre di più ma poi si svegliano alle due di notte: “Cazzo! Ecco cosa le dovevo rispondere!”, allora vi aspettiamo.

Le iscrizioni del Combo sono a pagamento, 46,90€, per di qua.
Non escludo che in un futuro riusciamo a fare i nostri corsi gratuitamente con i nostri sponsor, è nella TO DO list, quindi per farci perdonare abbiamo preparato uno degli Stiletto Kit da regalare ad una partecipante, per l’intervento più azzeccato. Verrà votata dalle altre partecipanti, non da me. I proventi del corso servono a sostenere le spese di Stiletto Academy per l’organizzazione.

stiletto-kit

immagine via Stylosophyque

immagine via Iris di Stylosophique

Il kit comprende un mini beauty da viaggio della mitica Sara Abbate, in edizione limitata fatto a mano da lei con la sua macchina da cucire ed è a fiorellini, lo vedete sopra in foto. Dentro c’è la crema viso, il sapone viso e il famoso burro struccante in versione travel. Divino.
Poi abbiamo un frullino della NokSan con la pochette gommosa, più altri accessori beauty feet della linea.
Una rilegatura per l’insplagenda rossa e fiorellini Liberty come quella delle Coach, con l’astuccio.
Due trattamenti (viso e corpo) dall’Estetista Cinica a Milano.
Un appuntamento in salone col nostro super Fabri, di Isabel Vegas, il mago della frangetta in 3D e formatore ufficiale di L’Oréal.
Il tutto dentro le stiletto bag, che stanno tornando!

EstetistaCinica_65_BORSE

La mattinata la chiudiamo in bellezza: 4 donne, 4 storie.
Ingresso gratuito, potete iscrivervi solo per venire a farvi ispirare da loro!

Stiletto Academy vuole soprattutto ispirarvi a crederci, a trovare il coraggio di mettersi giù per fare un piano e cominciare a fare invece di sognare. Per questo abbiamo invitato 4 solopreneuses che hanno cambiato vita e ce l’hanno fatta, in ordine:

Paola Ogliari, che ha una storia molto buffa a proposito della fase di fondazione della sua agenzia Robert Cutty.
Daniela Mosca, che si è inventata un lavoro geniale, ossia educare le nostre colf e tate (avete presente quando a Parigi rientravo e mi rendevo conto che Ricky aveva passato la cera perché mi ritrovavo col cranio per terra? Ecco)
Elisabetta Ferrari, social media manager di Cosmo, influencer, it girl, uno stile invidiabile e soprattutto la motrice di questo progetto, dopo il suo splendido articolo uscito ad agosto su Cosmo, dove intervistava 4 donne ceh avevano cambiato vita con tutti contro.
Dulcis in fundo, la nostra Estetista Cinica, sotto il camice Cristina Fogazzi, che è sbarcata a Milano da Brescia aprendo un minuscolo studio di trattamenti viso & cellulite, con tantissimi sforzi, e oggi ha un database di culi di mezza Milano-bene (secondo me farebbe più soldi a ricattarci!!).

Nelle date di Torino e Genova sono già aperte le iscrizioni e ci saranno le storie di altre donne, e così anche in altre date del Tour. Se volete candidarvi, scriveteci a info chiocciola stilettoacademy punto com

Vi aspettiamo!



I commenti sono moderati. Li approvo ogni volta che mi connetto. Grazie della comprensione.
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
/////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////