Lui & Lei & a volte ritornano

C’è una cosa che mi snerva sono i tipi che fanno finta di captare come uno startac. Mandi un sms, ciatti, etc, stai parlando di cose importantissime tipo quando ci vediamo la prossima volta e puf! spariscono. Io non so che cazzo pensano ad andare via dalle ciat senza salutare. Lo fanno tutti.

Se te lo fa un’amica t’incazzi o ti preoccupi. Se a farlo è un tipo allora niente, normale amministrazione.
La cosa allucinante è infatti la tortura psicologica che a mio avviso loro fanno inconsciamente e semplicemente perché non ci pensano cha dall’altra parte ci sei tu tutta chinata sul cel o il computer ad aspettare trepidante che la matitina di skype ricominci a muoversi, o la mitica frasina “digitazione” di whatsapp riappaia, accendendoti i battiti a mille. O magari lo sanno e ci godono come babbuini.

Quindi aspetti. Tocca a lui.

Lui magari nel frattempo è andato a fare la cacca o continua a lavorare come se niente fosse mentre tu perdi minuti interi guardando quello schermino dimmerda, nella vana speranza che risponda. O che per educazione ti saluti. Cazzo.

A volte ritornano.

Ma anche no.

Il tipo può tranquillamente aver visto la tua ultima frase “ok quindi passi sabato?” e lasciarti li ad aspettare per nove ore. NOVE ORE.
Senza problemi, sai.

Se me lo fa #LaDiscepola le tolgo gli alimenti. Infatti fra tipe ci salutiamo mille volte ok ciao a dopo si si non scordarti il casco ah si ti trillo quando parto si ma trilla quando sei sotto che mi sto dando lo smalto ah ok ti trillo quando sono sotto si ok ciao a dopo etc etc etc

Il tipo che non risponde può avere divversi motivi. Nessuno è valido fino a scusa ufficiale scritta nella suddetta ciat, ossia giammai quindi ha sempre torto e non va scusato:

A) non ci pensa
B) non sa che rispondere e fa lo gnorri
C) deve ragionarci troppo e sta riflettendo per paura di trabocchetti astrusi
D) non gliene frega un cazzo
E) sta ciattando con 3 tipe in contemporanea e siamo tutte e 3 logorroiche e il povero deve concentrarsi per rispondere a tutte senza fare errori. Ci vuole tempo.
F) non vuole darti l’idea di essere troppo interessato e ti tortura
G) non gliene frega un cazzo vol.2

Voi, fra vedere e non vedere, lasciatelo marinare e sparite ogni tanto idem con patata.



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airbnb: questa casa è un albergo!

airbnb.com è un sito überfigherrimo.
Mi sono iscritta qualche mesetto fa.
Non è un social network ma non impedisce di incontrare dei bei garçons e di farseli inviare a domicilio, per dire quanto sia fico e gnagno questo sito qua.

Al di là degli evidentissimi vantagi orizzontali, airbnb serve a farvi affittare una stanza a casa vostra. Diventate un bed & breakfast.
Potete anche andare a cercare case, loft, barche, capanne sugli alberi e quant’altro in tutto il mondo, e prenotare pure voi a prezzi vari.

La cosa fica è che airbnb vi fa da piattaforma e sito per il vostro affitto-bisness ed è bionda-friendly che più easy muori. Tu scrivi l’annuncio, carichi le tue fotine, metti il regolamento della casa, lo fai se vuoi in più lingue, poi vai sul calendario e metti un prezzo a notte, a settimana ed al mese, poi magari certi weekend li metti puntualmente più cari perché oh, tu puoi, e via. Airbnb si prende una piccola commissione per ogni transazione ed il resto te lo catapulta sul tuo conto corrente. Ayeah.

Poi i nerd di airbnb sono talmente fighi e furbi che si sono detti sai, se la gente carica delle foto fatte alla cazzo, poi la stanza l’affittano peggio. Allora ti mandano un loro fotografo aggratisse cosi ti fa delle foto da paura e poi ci mettono sopra un bollino stile verified by airbnb cosi chi affitta si dice si dài, il posto è vero, esiste, quelli di airbnb ci sono stati. Non fa una piega.

Poi ti arrivano degli sms ogni volta che qualcuno è interessato alla stanza, al che vai nell’app o sul sito e approvi o meno la prenotazione, puoi scambiare qualche messaggio su airbnb di chiarimento prima di dire OK, e anche fare delle offerte speciali, tipo che so, l’aumento di 50 euro perché mi servono per una cravattina nuova, per dire.

Una volta che gli ospiti hanno pagato sul sito, paf, ricevono la tua vera mail (quella che hai messo come recapito) e il numero di cellulare cosi vi mettete d’accordo per l’incontro. Io ho riempito una casella con le indicazioni su come arrivare al Loff così gli ospiti non mi cacano le ovaie. Citofonano e ciao eh. Ci ho anche messo hey gente casa mia non è un ristorante, cercate di cenare prima o riuscirvene. Psss! Per la colazio invece scongelo dei croissants che lévati. No, ma ti pare?

Ma la cosa fica, la cosa fichissima di airbnb sono gli ospiti. La gente spesso si dice eh no, figurati se mi metto gli sconosciuti in casa!
Io potrei averci tutte le paure del mondo con la mia collezione di scarpine bella in vista ma no.

Il mio primo ospite airbnb è stato Mustafa, di Istanbul, 46 anni, baffo. Giuro. Voi vi sareste detti no ma col cazzo che mi metto un ciccione baffuto turco nel Loff. E invece dalla descrizione, perché c’è anche un profilo che ti dice che hanno tot amici facebook, twitter etc e poi c’è la foto e anche ti raccontano cosa fanno enlla vita, be’ sto Mustafa è regista di documentari. Prima di accettare la sua prenotazione gli ho chiesto, in inglese, hey ma che ci vieni a fare quattro giorni a Parigi? E lui mi fa: sto facendo un documentario su Julio Cortàzar e vengo a intervistare della gente. Favoloso, ho cliccato yes. Persona deliziosa.


Poi mi sono capitati dei ragazzotti che la mattina li vedevo passare in boxer verso il bagno che oh, figata, e anche delle ragazze simpaticissime. Adesso c’è un ragazzo canadese per 4gg che mixa musica tecno e vende i computer Mac e mi ha consigliato sul prossimo acquisto.

Già che c’ero ci ho pure messo la stalla di casa a Castiglioncello che è una figata pazzesca.

Su airbnb si conosce un sacco di gente e si imparano un sacco di cose.
Internet mette in contatto degli sconosciuti, e gli sconosciuti sono gente. Gente fighissima.

Bello.



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l’amore per le banane

È davvero un peccato che non possiate guardare “GoingBananas”, l’episodio delle SporaPills sull’intervista-verità ai miei prodi SporaBoys: Batman e Robin. Loro hanno deciso di non pubblicarlo, ma hanno acconsentito ad una trascrizione.
Che loro, di banana, CE NE SANNO.

Credevo di essere una figa con la banana e invece loro mi hanno dimostrato il contrario.
Al che ho abbassato la testa (è il caso di dirlo) e, umilmente, ho fatto tante domande ed ho ascoltato attentamente le loro risposte.

Vi trascrivo qualcosina, i punti-chiave. Siamai che io non condivida le mie scoperte fantastiche per rendere la vostra vita sessuale più figa. Ve lo suddivido in più post. Ecco il primo. Peccato perché in video avevamo le mascherine, i papillon, eravamo davvero figherrimi, loro ben composti sul mio divano bianco ed io lasciva, sdraiato-seduta sulle loro ginocchia col corpetto sulla T-shirt di Star Wars ed il tutù.

Chic.

Shock.

Favolosi.

Denti no, denti no, DENTI NO!

Denti noooo?
No!
Ma come? Manco un pochino, così?
Ma allora non è livello principiante!
Yepp! Non sono principiante, lo sapevo!
Batman mi guarda come per dire “a chi la volevi raccontare?” e mi dà le pacche sulla gamba.
OK, facciamo che passiamo, per i denti, al livello avanzato.

OK allora fai l’armonica, sai, di fianco, coi denti.
Aaaah, tipo la pannocchia?
Hmmmm…Si ma no, non mordicchi, ce li passi avanti e indietro e basta. Ma non mille volte eh, due o tre. Puoi mordicchiare un po’, magari in tecnica mista con un bel twirl.
Twirl?

Il deep throating non è una certezza

Coooome? Ma io credevo d’aver inventato l’acqua calda, mi sentivo così ffiiiiiiga!
E invece c’è chi è troppo sensibile. Non è una certezza.

La Discepola, da dietro la telecamera, smadonna sconcertata.
Io ho lo sguardo di quando mi hanno detto che Babbo Natale non esiste.

Be’, c’è da dire che se imparate a farlo è uno dei modi per ottenere le cinque stellette, ma non prendiatelo come una certezza.

A me sta cosa delle 5 stellette mi piace di brutto, come ai corsi di sci, io célo e vaffa.

L’albero, la giungla ed il sottobosco

Allora, parliamo un po’ di questo albero… A nome di molte donne avrei una richiesta: disboscatevi un pochino, là sotto, che una donna senza peli sulla lingua è sempre meglio, no? Voi vi disboscate?
Si ovvio, un po’ di trim non guasta, basta non regredire allo stato infantile, ecco.
No, certo. Ma confermate, vero? Che tra l’altro l’albero con la giungla disboscata sembra più alto, giusto?
Giusto. E poi ricordatevi ragazze del sottobosco.
Dici più giù, li, le radici?
Ecco, le radici. Le radici vanno curate, bisogna..
Inglobarle?
Ecco, si, farle proprie.
Hmmm… Mai provato, dici funge?
Anche li non è a colpo sicuro, ma prendersi cura delle radici è una cosa ce dieci e lode.

I due SporaBoys si guardano convintissimi. Dev’essere una cosa-bomba. Voglio provare, non è possibile che io sia arrivata a questa età senza sapere queste cose. No ma vi pare?

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Nota: le radici ovvero leccare le palle ragazze ve lo dico: la svolta.


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l’amore ai tempi della collera

Sono incazzata.

Incazzatissima.

Noi tipe vogliamo sempre l’unicorno, ma a volte lo troviamo e quest’unicorno non è esattamente il principe che ci immaginavamo.
Allora ce lo facciamo piacere lo stesso perché oh, il mercato è quello che è, e noi abbiamo bisogno di ammore. Ed è in quel preciso istante che si apre una fessura intima. Tu non la vedi ma c’è. Fossi una tipa piccipocci direi che la fessura è nel cuore. Mentre invece è nel cervello ed impedisce certe sinapsi. Ed è li che cominci ad incularti da sola. Avere un comportamento maschile, in amore, per una donna, non è mai una buona idea.

Passata una certa età il mercato si restringe, la scelta è minore, c’è una competizione da paura.
Il duro mondo delle over 35. Appena arrivata sono già alle prime battaglie perse.
E io sono figa.

Ma non conta essere fighe d’aspetto, bisogna essere fighe pure di carattere.
E io sono figa di carattere, ma pure troppo. Nel senso che non rompo i coglioni, e invece me lo sono detto millemila volte: le fighe devono scassare il cazzo, altrimenti l’uomo non ci sta se sono troppo facili. Sai, la natura, il cacciatore, la preda ceh fugge, lui che le corre dietro. Se non fugge si chiede dove sia l’inculata e preferisce inseguirne una che se la tira. E via dicendo.

È il motivo per il quale trombano un casino anche le cesse, signore mie. Si si, quelle super kitsch e tu ti dici ma come cazzo fanno? Saranno brave con la banana? Ma sono brava anch’io con la banana, ho fatto un corso intero con le amichecche! Alla fine non c’è niente da capire. Niente. Cacano i maroni, fanno le scene.

Niente scene, qui.

C’è solo da farsi la propria vita, intraprendere nuovi progetti per tenersi occupate e farsela passare.
Lo smaltino aiuta. Sai, quello che te lo devi passare quattro volte.

La cosa più intelligente è serbare dei ricordi bellissimi e mettere in un cassettino lontano le cose brutte.
Perché la bellezza e la felicità ci fanno bene, e sono la sola ragione per la quale viviamo.



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l’amore ai tempi dei singol

Non hai diritto ad innamorarti.
Non devi pretendere niente.
Non hai diritto a dire mi manchi, non hai diritto a dire ti amo.
Non puoi, non devi.

Sei singol.

Sei singol e il mondo è un posto difficile. Pieno di altre singol che se ne fregano.
Sei singol e ti inamori ogni volta, ma devi tenerlo per te.
Sei singol e la concorrenza è fortissima.
Sei singol e te ne frega, e invece non deve. Perché sei singol.

Non puoi, non devi.

Se sei singol e ti innamori, passi la linea di fuoco.
Come un pedone, vieni sacrificata in onore di un gioco che è più grande di te.

Sei singol, non dovevi.

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the new virginity #2: toyboy?

Con l’epopea della new virginity post-separazione eravamo rimasti all’incudine senza preservativi. Un primo tentativo no way.

Per il secondo mi rivolgo ad un professionista.

29 novembre 2010:
“Caro Babbo Natale: quest’anno voglio un ragazzino sportivo, ubertrombante e senza seghe mentali.”
Spora cougar.

Detto fatto, il 24 dicembre ero lì che chattavo very hot col toyboy in questione dalla stanza degli ospiti in casa dei miei, per le feste.
Avrei dovuto specificare a Babbo Natale di trovarmelo “entro i 10km” ma tant’è, tirava bene il ragazzotto.

Quindi chatta chatta si passa alla roba seria.
Chatta chatta m’incomincia a perquisire.
Tipo lui poliziotto cattivissimo e tutto. Io facevo l’impaurita, era bellissimo.
Mi divarica le gambe col manganello.
Mi ammmanetta a braccia aperte al cancello.
Mi sussurra all’orecchio”Stai zitta”
La storia si faceva interessante.
Comincia ad abbassarmi gli slim quando…

“Scusa ti spiace se interrompiamo?”
“Cosa? Ma sei fuori?”
“No, sai, mia mamma…”
“Eeeeeh?”
“Mia mamma… bussa in cameretta.”
“???”
“Devo fare l’aerosol”

Morale della favola, again: se dovete perdere la vostra neo-virginità dopo esservi separate, scegliete un Professionista.

Imen.



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l’anno del Drago pochi cazzi

Il Drago è il cattivo della favola.
Io non sono da meno.

Quest’anno del dragone è cominciato subito bene col libro. Lo sto scrivendo, è difficile cambiare registro dal blog e faccio fatica ma sta venendo troppo divertente. E vi dico una cosa: se avete un blog e vi propongono di fare un libro preparatevi a cagare sangue. Ve la dico così, estemporanea. Perché per essere scrittori ci vogliono dei coglioni così e del lavoro serio, mica i blog alla cazzo di cane quando hai trombato e ti senti troppo figa e allora lo racconti a tutti perché oh, cioè, cazzo.

Quindi dicevo, quest’anno del Dragone è figo anche in altri aspetti incredibili tipo che ho trombato. Si si, giuro, anche a me pareva incredibile perché sono una stronza di prima categoria e invece oh, il Drago può anche questo. Inutile dire che ne approfitto a manetta perché il Drago capita ogni 12 anni quindi stica, prendo pure la ryanair per dire quanto mi tiri questa cosa.
La figa, per essere precise.

Adesso sono concentrata in un progetto lavorativo super tecnico ma se funzia ciao proprio.

A volte nella vita volevi fare una cosa e invece alla fine è tutt’altra.

E va presa così, con i punti di rottura brutali e le strade nuove che non avevi preso in considerazione.



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vuelve, vuelve primaveeeeeera!

Fate click. Poi leggete. La canzone ci mette un po’ a rockabillare ma poi va che è ‘na bellezza. Proprio come mi piace ammé.

Oggi è arrivata la primavera a Paris.

Era già arrivata a marzo che pareva estate e tutti li a dire waaaah figata e invece no.

Certo che no.

Voi non potete capire. Voi ci avete le primavere a febbraio, voi.
Voi ci avete gli ormoni a palla dal primo marzo, altroché.
Pensate a noi poveri franzosi, qui, al cold e al gel nei café col fungo del riscaldamento a far finta di sprimaverare sui tavolini fuori.
Pensateci.

La primavera a Parigi arriva verso giugno. Una volta è arrivata addirittura a luglio, me lo ricordo benissimo.
Durata una settimana e poi canicola.
Stamattina sono uscita con le calze di cachemire, sciarpona, trench, stivali.
E poi mentre guidavo ho sentito sta primavera infilarsi dalle maniche del trench che ciao proprio.
Non so se rendo l’idea del caldo fottuto una volta scesa.

La cosa fica della primavera sono le gambe nude coi tacchi. A me piacciono tanto.
Sai, le gonne svolazzanti.
E poi quest’anno mi è presa una cosa tremenda coi colori sgargianti che non so, sarà l’anno del Drago ma qua c’è roba seria.
Il nero giammai, per dire, a parte stamattina ma sai ero in mood invernale.

E insomma sta cosa dei colori salta all’occhio. La gente ti guarda e ti fa: ah be’, come sei colorata! E mica son vestita da circo eh.
Macché. Ma sai, il turchese o il rosso o il verde la gente non c’è abituata.

L’altro giorno in Italia ho preso questi sandaletti qua che fanno tanta insalatina primavera. Pagati 40€, il negozio puzzava di petrolio di quelli che non ci entrerei mai eppure loro erano così allegri che li ho presi. Li adoro.



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Sono figa. Non posso…

La mia bio di twitter ha fatto il giro dell’Italia su magliette, pagine facebook, bacheche, tumblr, etc etc.
Su twitter viene ripresa tantissimo e modificata in modi favolosi. A un certo punto qualcuno ne ha fatto un hashtag #SonoFigaNonPosso ma non ha attaccato un granché. La gente ormai lo cita in modo indipendente.

All’inizio ero stranita. Quando sono uscite le magliette a 31€ mi sono incazzata.
Ma è talmente estesa come influenza che non la posso controllare. Avrei dovuto depositare la frase no ma ti pare che ci pensavo?

Su twitter ne lancio spessissimo anch’io, con varianti Sono singol non posso o Sono bionda non posso. Ne ho sfornate talmente tante, e continuano a sfornarne tutti che ormai ho perso il conto. Ne ho ritrovati alcuni facendo una ricerca avanzata su Google.

Sono figa. Non posso essere anche simpatica. (l’originale)
Sono figa. Non posso avere la patente.
Sono figa. Non posso avere anche la quarta.
Sono figa. Non posso non fare le bizze.
Sono figa. Non posso alzarmi per ordinare.
Sono figa. Non posso essere una fighetta.
Sono figa. Non posso essere anche sfigata.
Sono figa. Non posso avere la concorrenza sfigata.
Sono figa. Non posso anche pulire la lettiera
Sono figa. Non posso perder tempo a fare la cagacazzi.
Sono figa. Non posso avere le amiche cesse.
Sono figa. Non posso portare i pushUp.
Sono figa. Non posso essere anche carina.
Sono figa. Non posso non avere 2 megaschermi al PC.
Sono figa. Non posso non avere il loft da singol
Sono figa. Non posso saper anche cucinare.
Sono figa, non posso non saper usare il trapano.

Certe volte me ne twittano alcuni niente male.



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va’ dove ti porta il culo

Vivo in Francia da 12 anni.
A Parigi.

Mi piace molto, Parigi.

Da 5 anni ho questo blog, e con esso tutta una vita online che cresce e cresce e si arricchisce di nuovi avatar che a volte hanno delle facce e a volte sono astratti e a volte questi avatar diventano persone, tipo con degli Spritz in mano e tutto. Ho sempre bloggato in italiano, eppure parlo benissimo francese. Bloggando in italiano ho cominciato le cose sui tacchi in Italia.
E un avatar tira l’altro ed è apparsa Dania che è diventata la mia socia, ed un altro avatar tira l’altro e insomma sto cominciando tante nuove avventure. Da sola.

Avventure tutte italiane. E anche internazionali.

Eppure io l’Italia l’ho abbandonata perché noi giovani sai, chetelodicoaffare.

Ma ora, toh, ora non sono più giovane: ho 35 anni.
Ne ho lavorati 10, mi sono fatta la mia esperienza in architettura ed ingegneria e adesso guardo l’Italia sempre con più voglia.
Ma l’Italia non so se mi guarda così. Dite è capricciosa? Dite me la dà, un’altra possibilità?

Staremo a vedere. Per ora un po’ se la tira ma è normale: lei è una figa.

E non può essere simpatica.



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