Basta che una volta non vai dal parrucchiere e ti fai una “cosina semplice semplice” tu sola dentro la stanza e il tuo parrucchiere fuori e tac! sembri una robbosa.
Voglio dire, perché non si trovano più le tinte “tono su tono” come quando eravamo al liceo? Perché una non può diventare castano chiaro per due settimane e poi il detto castano viene lavato via dagli shammpoo e chi s’è visto s’è visto? Perché hanno tutte il decolorante assassino?
Cioé, io con tutte quelle scritte non ci capisco più niente. Ho passato le ore a guardare le foto sulle scatoline e dopo le figure di merda stile Winona Ryder che ruba al super perché volevo vedere alla luce del sole per benino la tinta sulla foto nella scatola e compararla con le altre diciassette che avevo pre-selezionato come una vera esperta perché, si sa, al super ci sono i neon e non va bene bisogna andare fuori che si vedono i veri colori, questo lo sa anche mia nonna e se vai in merceria vedi tutte le nonne che escono fuori a comparare il filo con la stoffa, si sa, be’, al super invece ti arriva il buttafuori a dirti “Madàm lei deve pagare per prendere”. Cioé io sono esausta! Come pretendono che una scelga il giusto se la stressano così tanto?
Alla fine per forza fai le stronzate con la nuance, no?
Dopo il color presepe natalizio (come il muschietto: né verde né marrone) , ora siamo al biondo arancione.
Che quasi quasi fa tanto pumpkin di Halloween.
Decisamente i miei capelli stanno prendendo un po’ di ritardo rispetto alle feste pagane. Ed è questo ritardo che mi fa pensare che non va bene, non va assolutamente bene essere in décalage col calendario.
Non ci stancheremo mai di difendere il sacrosanto dogma del filo interdentale.
Né tantomeno la meravigliosa capacità degli anglosassoni per coniare parole ad hoc.
Impariamone tutte. Amen.
*VPL= visible panty line
UPGRADE: vpl sta per la linea dell’elastico della mutanda che fa ciccia sulla chiappa. Poi ovviamente un altro argomento delicatissimo è il colore della mutanda, e cioé per indumenti bianchi dev’essere color pelle e mai dico MAI bianca, occhei?
Ti svegli tardi una mattina e, presa da una fretta dannata, ti vesti come wonder woman: in tre nanosecondi. Ti dici che ti trucchi sulla metro. Pure che ti pettini sulla metro. Limite che ti lavi i denti, sulla metro.
Fin qui tutto bene.
E invece no.
Avevi un’unghia leggermente sbeccata. E chi dice unghia sbeccata, dice collant sfilato, soprattutto se infilato in fretta.
Collant sfilato, che fare? Perché no, non è un mini-coso che ripari con un po’ di smalto trasparente. Nonononono. È una squarcio allucinante, e tu non stai andando in ufficio per trovare riparo nei collant-di-ricambio che hai nel tuo cassettino tuttofare. Nononono. Tu stai andando directly in riunione da quelli stronzi superdesign.
Quindi eccoci qua: decidi di eliminare il problema alla radice. Togli i collant nel bagno del primo Starbucks. Facile, no?
Ringrazi il cielo che hai sempre la ceretta perfetta e vai alla tua riunione, che vuoi che siano 4° C , se negli uffici cè il riscaldamento a palla?
Riunione tutto OK, qualche sguardo stupito delle segretarie per la temerarietà della gamba nuda di primo febbraio, ma niente di che, tutte palle guadagnate.
Esci.
Fin qui tutto bene.
E invece no.
Aspetti delle ore, ma che dico, dei minuti in strada perché i taxi oggi hanno deciso di non passare.
E ti becchi un raffreddore della madonna.
Il raffreddore cosa fa? Niente cenetta a due fuori. Niente partita di gambe all’aria perché hai mal di testa. Niente cinema con le tipe perché sei a letto.
E cosi via, all’infinito.